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| Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia |
| Scritto da giorgia calcari |
| Sabato 04 Settembre 2010 18:30 |
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Poesia segnalata nella prima edizione del concorso poesia Animosa Civitas Corleonis
Che su questa pagina sia primavera e sbocci il mio cuore sulle miti, dolci labbra della penna: che parlino e spieghino questo mio ardore. E' tornato il vento, di nuovo quel vento che fa divampar la mia fiamma nel petto. M'illumina e accende, ipnotica e ardente, si espande e tutto si scioglie al disotto, divampa e tutto si muove, veemente. La bocca di musa, vermiglia, ora soffia sull'incendio che impetuoso agita i sensi, da che su scintilla alitò, incosciente, nutrendo, ora, col suo respiro, l'amante. Un drago, dal petto, m'infiamma la mente le membra, la carne anima i pensieri, i sogni rincorre di più, a perdifiato, cadendo, volando sentendo, tremando. Vibra come corde l'anima al pensiero, il brivido della passione la scuote la prende, la stringe la sfiora e percuote. La brama del fuoco che anela, irruento, la luce, il peccato, la bocca di vento, è sol di bruciare, nient'altro pretende, fremere e gridare, pel cuor che si accende. Ed ora che questa pagina è incendiata volate entusiasmi, fiammate e fervori, eccitate il cielo e l'acqua addormentata, esplodete in lampi, baccano e bagliori. Volate e parlate per me, annunciate che questo mio inferno mi brucia da dentro che è ciò per cui vivo, quel che voi incarnate che son io l'incendio ed è l'arte il mio vento.
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