Corso sull'informazione "Città di Corleone"
Iscriviti i alla newsletter
| Le pareti dell’universo |
|
|
|
| Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia |
| Scritto da luigi ventriglia |
| Sabato 04 Settembre 2010 18:29 |
|
Poesia segnalata nella prima edizione del concorso poesia Animosa Civitas Corleonis Difficile era amarti; per le strade della città me ne andavo con un'illusione ed una paura d'incontrarti ancora e di perderti, perderti ancora, ancora un altro po'. Fra i rumori di rabbia camminavo distratto, ma, oltre i palazzi polverosi e stanchi, c'era sempre il mare con le sue onde ed i suoi silenzi, il mare e quella voglia di partire e di restare; e chissà, chissà forse eri solo l'ultimo sogno, l'ultimo sole di una breve stagione, e tutta quella tristezza, quell'attesa erano solo per un veloce addio. E quanti giorni diversi, lontani vivemmo, ogn'uno coi suoi sogni, poi brevi attimi dove un cuore sapeva battere per due, dove tutto era accettabile, anche il silenzio. Ma intanto te ne andavi, danzatrice sorridente, amica e complice di una vita stanca e del mio tempo, e me ne andavo con in tasca un mosaico d'istanti per un'altra vita e, negli occhi bassi, luce di china e d'impasti. Ma dov'era la vita, la vita vera e la carne, le lacrime, i sorrisi, dov' erano i sorrisi? In quella tela ogni movimento era bloccato ed i colori, la luce mutavano lenti solo dopo la flemma dei secoli ed atroci accorgimenti. Così, nel silenzio, finiva la mia incoscienza, e fu allora, con te, senza te, che toccai il limite della vita; prima erano stati solo sogni, sogni belli, sogni tristi, ma da allora, da allora, quando sono stato stanco, quando la stanza non aveva porte né finestre, mi sono retto inconsapevole alle pareti dell' universo.
Torna all'indice della rubrica L'angolo aperto della poesia |























