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A mio padre PDF Stampa Email
Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia
Scritto da davide rocco colacrai   
Sabato 04 Settembre 2010 18:28

Poesia segnalata nella prima edizione del concorso poesia  Animosa Civitas Corleonis

 

Come una nuvola che corre

Squarciando il cielo per scomparire all'orizzonte

Così tu – padre – hai vissuto la tua vita

Senza essere stato o aver voluto essere mai padre

Da uomo che eri, non ci fu una sincera ammissione

Non ci fu un'ultima confessione

Mai un sentimento, né un sorriso

Ma la tua solitaria ragione soltanto

Mai una carezza, mai un richiamo

Ma la tua presenza che era un'assenza

Un'assenza come un affilato coltello

Nel vuoto tacito del cuore

Eri fuggente, ed infatti scomparivi sempre

Lasciandoti dietro inespresse verità, che

Erano prive di comprensione

Che non muovevano compassione

Mai hai parlato a me

Mai hai raccolto una mia lacrima

E nelle notti insonni eri una debole ombra

Come il ricordo dentro una sbiadita fotografia

Per te la vita fu un'affermazione o forse un gioco

Un gioco che hai perduto una volta

Una volta e per sempre, in un'amara eternità

Presente nella durezza del tuo volto

Nella severità delle tue mani

Nella siccità che si stendeva come un deserto in te

Eppure eri mio padre tu

Tu, che non sapevi o non volevi esserlo

Tu, padre e uomo

Tu, che ti sentivi fiero padrone

E tutt'ora mi chiedo padrone di cosa

E poi, inseguendo sempre te stesso

Come un aquilone perso al di là delle nuvole

Fuggivi come il tempo che non lascia traccia

E te ne sei andato, così all'improvviso

Nel tuo ultimo appello che

Restò lì da balbettio incompreso

– una preghiera, una scusa, un rimprovero forse? –

E dentro di me invece

Nell'intimità appesa ad un fragile filo

Resta il rumore della tua assenza soltanto

Un'eco che ferisce, di dolore e di sangue

Il plenilunio della speranza infranta

Di quello che fu un bambino

Davanti ad un uomo, che uomo (non) era.

 

 

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