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L'angolo Aperto alla poesia: Pioggia PDF Stampa Email
Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia
Scritto da Amministratore   
Martedì 30 Agosto 2011 19:01

pioggiaLa pioggia, nel cortile dove la guardo cadere, scende con andature assai diverse. Al centro è un sipario sottile (o reticolato) discontinuo, una caduta implacabile ma relativamente lenta di gocce probabilmente molto lievi, un precipitare sempiterno senza vigore, una frazione intensa della meteora pura.

A poca distanza dai muri di destra e di sinistra cadono con maggior rumore

gocce piú pesanti, individuate. Qui sembrano della grandezza di un chicco

di grano, lí di un pisello, altrove quasi di una biglia. Sui listelli di ferro,

sui davanzali delle finestre, la pioggia corre orizzontalmente, mentre sulla faccia inferiore degli stessi ostacoli si sospende in rombi convessi. Seguendo l'interna superficie di una tettoia di zinco che lo sguardo sovrasta, cola in strato sottilissimo, marezzato dalle correnti variate a seconda delle impercettibili ondulazioni e sporgenze della copertura.

Dalla grondaia attigua dove scorre con la contenzione di un ruscello infossato senza forte pendio, cade di colpo in un filo perfettamente verticale, grossolanamente intrecciato, fino al suolo dove si rompe

e rimbalza in aghetti brillanti.

Ogni sua forma ha un andamento particolare;

a ognuna corrisponde un rumore particolare.

Il tutto vive con intensità come un meccanismo complicato,

preciso quanto arrischiato, come un movimento a orologeria

la cui molla è il peso di una data massa di vapore in precipitazione.

La suoneria a terra delle reti verticali, il glúglú delle grondaie,

i minuscoli colpi di gong, si moltiplicano e risuonano assieme

in un concerto senza monotonia, non senza delicatezza.

Quando la molla si è allentata, alcuni ingranaggi continuano a funzionare

per un po', sempre piú rallentati, poi tutto il meccanismo si ferma.

Allora, se il sole riappare

tutto si cancella rapidamente, evapora il brillante apparecchio: è piovuto

Francis Ponge, in "Il partito preso delle cose", Einaudi, 1979.


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