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| Acqua amara |
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| Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia |
| Scritto da Nicola Grato |
| Lunedì 14 Giugno 2010 16:43 |
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Viene da la roccia dura contorta
acqua dolce acqua amara che crolla che s’ingrotta che striscia come serpe di tra gli spacchi agostani del suolo. Sarà luce un giorno il cupo sentire come di tumulto greve di trebbia- il vacuo lume notturno tra le stoppie dormienti non sarà che l’evidenza del passaggio notturno trasognato di cacciatori di lepri, di volpi;
la strada a la fonte, ch’è di ferle e mentastri trapunta e di zabbare, l’acqua percorrerà fino al disgusto, fino al punto d’amarsi di specchiarsi nei fossi scavati, ne gli acquedotti luccicanti d’argento de la luna.
I vecchi spicchiavano le carciofe, ribolliva come di sangue il testo, trema di terra tumultuosa il lago e s’incalida il forno de la casa.
Il colombaccio sul filo elettrico è l’idolo del silenzio meridiano.
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