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| Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia |
| Scritto da Nicola Grato |
| Lunedì 14 Giugno 2010 16:40 |
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... e del giorno non resta che sete –ubiqua specie de la luce- specchi infranti riflettono minuziosi volti
Arido ragno de la notte svìcola, l’insetto sorge da gli specchi d’umido il nostro sangue in lui s’è rimischiato;
l’oracolo del cuore non ascolti ora ch’è inverno, che la piaga rubra insangua il filare di vigna morta.
Soffia ponente, l’acqua de la gebbia ne trasalisce; fumiga il comignolo lontano d’una casa, s’è fatto giorno e la stella è scoppiata in aghi d’oro che dal Cane piovono quale rugiada su la valle addormita. Passa a volo fiacco il barbagianni, il loglio a pena trema de l’ultima usta del notturno: rimasugli di sonno, gli occhi specchi sono del venturo giorno: crisalide si spacca, cade l’ombra, tace il gufo.
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