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Il giornalista e il corleonese |
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Rubriche -
L' angolo aperto alla Poesia
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Scritto da Walter Bonanno
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Lunedì 14 Giugno 2010 15:53 |
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Passò un giornalista ieri in paese Come ne passano mille ogni mese In cerca di cosa, invero, non so Gli chiesi. Rispose: «Del paese di zio Totò!»” Col cuore in subbuglio e con slancio d’orgoglio Dissi al toscano: «Ahimè c'è un imbroglio! Non riesco a capire (me lo vuol spiegare?) Di quale Totò venite a cercare»” “«Non fate – attaccommi – l’indifferente è omertà far finta di non saper niente l’han vista perfino lassù a Washingtòn del capo dei capi la bella fiction. Però mi avean detto che qui giù in Terronia Che esista la mafia è per voi una fandonia» «Che schifo! – gridommi - Vergogna!»” In poche parole mi mise alla gogna. Adirato ben più di un ghepardo Gli dissi: «Ascolta fratascio lombardo, di film e filmoni parlarle non oso ma qui non è casa di un malavitoso questo mio borgo è di Bernardino di Santo Leoluca e Filippo Latino del coraggioso compagno Rizzotto e infine, permetta, del sottoscritto!».” «E chi mai sarà lei se non un presuntuoso? Un boss? Pocket coffee? un nuovo mafioso?»” “«Per nulla (le parole uscirono tese) Io sono, e son fiero, un corleonese!»”
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