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La risposta del giornalista al corleonese PDF Stampa Email
Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia
Scritto da Giuseppe Alfieri   
Lunedì 14 Giugno 2010 15:49

Mi dice esser fierostemma_corleone_small

Lei, giovanotto,

di stare a Corleone

e m’accusa d’un torto.

 

Eppur le assicuro, la mia aspirazione

Sebbene lei crede che ciò non sia vero,

non è mica quella d’offender Corleone

semmai d’offendere il mondo intero.

 

Le porto ad esempio la villa di Cogne

L’orrore che fu nella linda casetta

Son ricco da quando io tocco le fogne

E Vespa l’ultima rata l’aspetta.

 

Mi creda, non posso più farmi vedere

Lassù, nella valle, a porre quesiti.

Adesso potrebbe soltanto accadere

Che di me i montanari faccian canditi.

 

Ecco perché son tornato a Corleone

Voi qui, di me, se non altro ridete

Io son per voi una distrazione

Di tanto ch’io dico voi poco prendete.

 

Voi siete furbi, lasciate parlare

- calati juncu ca passa la china -

So bene che tutto non è come appare

Ma a me mica frega di Totò Riina.

 

Mica mi frega del buon vecchio Verro

Che fu socialista e sindaco vostro

Né di Rizzotto a Liggio lo sgarro

Sindacalista ucciso da un mostro.

 

Il solo mio vero e reale interesse

Si chiama Denaro, mio caro bambino,

cavallo che traina il mio sporco calesse,

stella che illumina il mio cammino.

 

 

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