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La Storia di Corleone "Animosa Civitas" PDF Stampa Email
Corleone - Cultura
Scritto da Calogero Michele Milazzo   
Sabato 26 Giugno 2010 09:14

 

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Le foto di Corleone

Centro agricolo nel cuore di un territorio fertile e irriguo, è situato in una conca circondata a est e a sud da rocce calcareo-arenacee di colore giallo-verdastro, che l'erosione ha modellato in bastionate e torrioni: caratteristici il «castello Soprano»

(m 661), a est, su cui si erge la torre Saracena, e il «castello Sottano», enorme masso che si staglia sulla riva destra del fiume a sud dell'abitato su cui sorgono i resti del castello medievale che fu carcere mandamentale e oggi ospita l'Eremo di San Bernardo dei Frati francescani rinnovati.

Più volte l'abitato è stato investito da movimenti franosi talvolta aggravati da violente alluvioni, come accadde nel 1418, quando una cospicua frana investì la parte alta dell'abitato, distruggendo la chiesa di S. Giuliano.

Incerta è l'etmologia del nome, che ha subito varie modificazioni dal più antico Kouroullounè greco all'arabo Kurulliùn, dal latino Curilionum al Normanno- Angioino Coraigliòn, dall' Aragonese Conillon ,Coriglione da cui il siciliano Cunigghiuni.

La forma Corleone risale al 1556 con una breve parentesi in cui si tornò alla forma latina Corileo.Probabilmente esistente come centro greco-punico-romano di cui sono in corso studi e campagne di scavi nei numerosi siti archeologici, fu piazzaforte Bizantinia. Corleone ebbe importanza economico-militare durante l'occupazione musulmana (da qui passava la strada interna tra Palermo e Sciacca) tanto da essere sede circoscrizionale civile e religiosa per la presenza della moschea.Conquistata dai Normanni intorno al 1080, fu concessa alla diocesi di Palermo e poi a quella di Monreale. Nella prima metà del 1200, messi in fuga sulle montagne circostanti Corleone dagli incalzanti assalti di Federico II, i Musulmani opposero una forte resistenza alla colonizzazione cristiana ribellandosi all'imperatore che, distrutti i centri di Jato ed Entella, deportò tutta la popolazione saracena a Lucera di Puglia. La città rimase quasi spopolata ma ben presto, data la ricchezza del suo territorio riprese la sua importanza. Infatti, la concessione di Corleone da parte di Federico II ai Lombardi di Oddone de Camerana e la loro adesione quasi immediata alla Guerra del Vespro sono gli eventi che caratterizzano la storia di questa terra nel corso del XIII secolo ed i cui esiti, gravidi di conseguenze sul piano etnico, religioso, socio-economico e politico, si protrarranno nel secolo successivo.

Mutamento etnico e religioso innanzitutto poiché ai musulmani di religione islamica, si sostituiscono i lombardi, cristiani di religione e di fede ghibellina, con ovvie ripercussioni sull'economia, sulla composizione sociale e sulle scelte politiche conseguenti. Infatti al villanaggio che caratterizzava il regime delle terre, i musulmani erano villani ascrittizi, legati cioè al padrone della terra con un vincolo significativamente riduttivo delle loro libertà personali, si sostituisce la concessione delle terre con tutti i diritti di possesso; ai lombardi che trasferiscono la loro residenza a Corleone vengono concesse terre e diritti di erbatico e legnatico nei boschi demaniali.L'insediamento dei Lombardi a Corleone si riflette sull'impianto urbanistico dei quartieri della città, mutandone l'aspetto e ridisegnandone talvolta il tracciato all'interno della sua cinta di mura. Alla morte di Federico II Corleone, restando fedeli alla causa sveva, mandò le sue milizie in soccorso a Corradino contro Carlo I d'Angiò, la cui risposta fu l'invio di una guarnigione per presidiare i territori intorno a Corleone, in particolare le tenute reali alle quali il re era particolarmente interessato. La sua presenza fu vessatoria e prepotente e le condizioni economiche divennero penose per i corleonesi cui furono imposti divieti sull'uso del pascolo e del taglio della legna, riducendo così quei privilegi concessi loro da Federico II. Spia del disagio e dello stato d'indigenza in cui versavano i corleonesi tra il 1270 ed il 1280 è la "questione delle decime" tra l'Universitas di Corleone e l'arcivescovo di Monreale.

Lo scoppio della rivolta del Vespro, il 30 marzo del 1282, vedeva dunque la ghibellina Corleone aderire con tremila uomini guidati da Bonifacio de Camerana, capitano del popolo della Città. Il 3 Aprile 1282, venne stipulato l'atto di confederazione tra Palermo e Corleone che istituisce la bandiera dei vespri: giallo citta' di Corleone, colore dell'indipendenza, rosso citta' di Palermo, colore della rivoluzione; diagonale con trinacria al centro, lo stemma odierno del parlamento siciliano. Dalla rivoluzione del Vespro nasce uno Stato nuovo, non uno Stato voluto dalla Chiesa o dall'impero, ma uno stato voluto da un Parlamento, il Parlamento siciliano.La partecipazione dei Corleonesi alla guerra del Vespro non fu un episodio isolato: nel 1288 infatti, su invito del re Giacomo, Bonifacio ed Obberto de Camerana accorrevano in difesa di Marsala.Nel 1302, in seguito allo sbarco di Carlo di Valois presso Termini, Corleone fu stretta d'assedio e ancora una volta si trattò di una partecipazione particolarmente sentita: i corleonesi infatti tesero un'insidia presso la porta settentrionale e dall'alto delle mura bersagliarono il nemico con pietre e dardi; una donna poi, lanciando un mortaio di pietra, uccideva il fratello del duca di Bramante.La guerra continuò con alterne vicende ed agli scontri armati si succedettero momenti più o meno lunghi di tregua.

Nel 1398 Corleone risulta inclusa tra le 42 città appartenenti al Regio Demanio, e la sua storia continuerà a ruotare negli anni a venire nell'orbita dei Chiaromonte, coinvolta com'è con le vicende personali di questa famiglia, fino all'arrivo dei Martini e dal 1440 al 1447 viene data in feudo a Federico Ventimiglia dal quale si riscattò pagando una cospicua somma alla Corona.Tra il secolo XV e il secolo XVI l'abitato si espande oltre la cinta muraria ormai in disuso e si insediano in città diversi ordini religiosi testimonianza questa di una forte vitalità economica e artistica.

Nel 1535 soggiornò a Corleone l'imperatore Carlo V che confermò alla Città il titolo di "Animosa Civitas Corleonis "legato a numerosi privilegi.L'impoverimento generale dell'economia e delle risorse nel secolo XVII fu particolarmente grave in Corleone costretta ben due volte a opporsi con pesanti riscatti alla vendita da parte del re Filippo IV. E' un lento processo di decadimento socolare ed economico che condiziona pesantemente la storia della città . Nell'arco di tempo che va dal 1800 al 1900 si forma la nuova borghesia agraria che conferisce alla città l'aspetto che ancora oggi è visibile: sull'impianto viario arabo, medievale e barocco si insediano parecchie emergenze architettoniche religiose e civili al cui interno sono custoditi dei veri tesori d'arte.La chiesa Madre, dedicata a S. Martino, fu edificata nel 1382, probabilmente su una chiesa preesistente, e poi più volte modificata (la cupola è del 1663); l'aspetto attuale risale al sec. XVIII. La settecentesca chiesa dell'Addolorata (1753), a pianta centrale, la chiesa di S. Rosalia (sec. XVII) custodisce numerose opere d'arte di varia provenienza, il Complesso conventuale di S.Agostino, San Domenico e l'insieme di edifici che furono l'Ospedale dei Bianchi.Il 30 luglio 1893 è la data di approvazione dei «Patti colonici», passati alla storia come i «Patti di Corleone», che gli storici hanno definito «il primo contratto sindacale scritto dell'Italia capitalista Ad agosto, furono proclamati gli scioperi contadini, che avevano l'obiettivo di chiedere l'applicazione dei Patti di Corleone. Dopo qualche settimana,diversi piccoli e medi proprietari terrieri di Corleone cedettero e firmarono. Ma altri, e fra i più ricchi, con l'aiuto della mafia, ebbero buon gioco a disconoscerli. Nel giro di qualche mese, il governo Crispi, che il 4 gennaio 1894 proclamò lo stato d'assedio in Sicilia, sciolse d'autorità i fasci e ne fece arrestare e processare dai Tribunali militari i loro capi, che furono condannati a dure pene detentive.

Dopo la massiccia emigrazione avvenuta tra le due guerre mondiali e negli anni cinquanta e sessanta oggi Corleone si rilancia con iniziative che mirano al recupero di una immagine che si ricolleghi alle numerose risorse culturali e ambientali del suo territorio sia sotto il punto della testimonianza storica, ma anche a livello paesaggistico e naturalistico grazie alla sua felice posizione geografica.E' importante centro di allevamento bovino ed ovino che da ottimi prodotti caseari.Il suo fertile territorio produce cereali, pomodori e diverse qualità di raffinati vini. Rilevante è la lavorazione artigianale locale del legno e del ferro.Parecchi tra agriturismo e alberghi, ristoranti e realtà commerciali puntano sul turismo nascente.Collettori del turismo nel territorio sono le Gole del Drago, il Bosco di Ficuzza, il Canyon del Torrente Corleone con la Cascata delle due rocche, il sito archeologico della Montagna Vecchia.


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