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| L'angolo Aperto alla poesia: Per Tess |
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| Rubriche - I Cunti | |||
| Scritto da Antonia Arcuri | |||
| Giovedì 22 Settembre 2011 16:47 | |||
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Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello! Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito per un po' da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie. A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l'acqua e il vento fischiava sulla cima degli alberi, lo stesso vento che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso. ..... Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi, dopo essermi immaginato come sarebbe stato se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te. Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito e son ritornato a essere contento. È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire. Raymond Carver, in " Il mestiere di scrivere", Einaudi, pp. 64-65
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Giù nello Stretto le onde schiumano,/ come dicono qui. Il mare è mosso e meno male / che non sono uscito. Sono contento d'aver pescato / tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti / e indietro un Daredvil rosso. Non ho preso niente.















