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| Giuseppe Letizia Vittima di mafia dimenticata |
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| Corleone - I Corleonesi |
| Scritto da Redazione Dialogos |
| Venerdì 18 Giugno 2010 16:55 |
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Liberainformazione ha proposto a chi aderisce alla rete di raccontare la storia di una vittima di mafia poco conosciuta in occasione della XIII Giornata della Memoria e dell'Impegno, che si terrà a Bari il 15 marzo. Subito mi è venuta in mente la storia del giovane Giuseppe Letizia ucciso dalla mafia sessant'anni fa. La sua morte si intreccia con l'assassinio di Placido Rizzotto. Infatti, la notte del 10 marzo Placido viene preso con forza e portato, con una macchina in aperta campagna, in contrada Malvello e lì fu massacrato a morte. Così finisce la vita di Placido Rizzotto. Ma mentre succedeva tutto questo in quello stesso luogo c'era un giovane di appena 13 anni Giuseppe Letizia che era lì per accudire il proprio gregge. Giuseppe rappresenta uno dei tanti giovani siciliani che era costretto a lavorare fin da bambino. Ma il giovane Giuseppe ha la colpa di trovarsi nel posto sbagliato e cioè mentre stavano assassinando Rizzotto. Il giovane Letizia fu ritrovato delirante l'indomani mattina dal padre e così fu portato all'Ospedale dei Bianchi di Corleone. Nei giornali di allora si legge che il giovane, mentre delirava, parlava di un contadino assassinato. Insomma si presume che sia stato un testimone involontario di un omicidio di mafia. Tre giorni dopo il giovane Giuseppe morì ufficialmente e genericamente per tossicosi. Ma sapete chi era il direttore dell'Ospedale? Era il capomafia di Corleone dott. Michele Navarra, mandante proprio dell'omicidio di Placido Rizzotto. Il piccolo Giuseppe Letizia fu "curato" dal dott. Aira che poco dopo la morte del giovane partì senza alcun motivo per l'Australia. Sembrò una fuga. Alcuni giornali parlarono di avvelenamento ma se non ci fu giustizia per Rizzotto per il giovane Giuseppe non se ne parlò per niente. Il giovane Giuseppe oggi avrebbe 73 anni e avrebbe potuto farsi la sua vita e invece solo perchè si trovava a condurre la sua dura vita, già a 13 anni, a lavorare in campagna, fu ucciso perchè qualcuno aveva deciso di assassinare Placido Rizzotto e lui si era trovato lì. In Sicilia si direbbe il fato, ma è destino il mafioso che pensa che la vita di un altro uomo o di chi si trovi lì per caso possa essere soppressa solo perchè è contro l'organizzazione? Credo che non è destino ma è mafia. Inoltre si sfata quel mito della vecchia mafia buona che non toccava i bambini o le donne. Tutto falso la mafia è mafia oggi come allora. Nel giorno della Memoria e dell'Impegno vogliamo ricordare con più forza il giovane, rimasto tale, Giuseppe Letizia vittima innocente della mafia corleonese.
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I Corleonesi























Commenti
tralasciando l'enormità e l'importanza della vita in questo articolo riportata, desidererei porre l'attenzione su come l'articolo stesso è stato scritto.
Ci sono ripetizioni, dialettismi e ridondanze inutili che rendono la lettura difficile e macchinosa.
Suggerisco una più attenta revisione del materiale prima della pubblicazione.
Cordialmente.
S.
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