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Presenti i ragazzi di Corleone Dialogos e i No Triv.E se questo è il Festival forse non siamo pochi… PDF Stampa Email
articoli - Attualità
Scritto da Redazione Dialogos   
Giovedì 02 Settembre 2010 17:41

Festival del giornalismo"Come è andato il Festival del giornalismo a Modica?" Ora ve lo raccontiamo. Per esempio possiamo cominciare da uno zaino in spalla, capelli biondi ed un biglietto Trapani - Modica; oppure da chi manda i suoi a fare una gita fuori porta nel barocco modicano per poter esserci; o anche da chi prende la macchina, si inerpica, attraversa strade contorte e afose per presentarsi puntuale. C'è anche chi "Vi posso dare una mano?" "Certo, grazie" e chi "datemi i volantini che li porta da per tutto". Ecco questo è la seconda edizione del Festival del Giornalismo organizzata dal mensile locale Il Clandestino a Modica, dal 25 al 28 agosto.

 

 Quattro giorni di dibattiti, interviste, proiezioni, spettacoli, musica e soprattutto formazione. Dai Nebrodi a Cariddi fino alla punta Sud della Sicilia per poter imparare come fare un reportage fotografico con Simone Donati o come si svolge un'inchiesta giornalistica con Franco Fracassi. Quaranta ragazzi che si riuniscono ad Agosto, sfidando i quaranta gradi e la tentazione di un bel bagno a mare. Sudati e stremati con il condizionatore che perde colpi , ma contenti e soddisfatti.

 

Ma c'è ancora altro: Il festival è stato l'epicentro di varie realtà, lontane, ostili tra di loro o simili e vicine. Ma ognuna di queste si è armata di responsabilità e si è messa in gioco per qualcosa che in fondo è l'obiettivo comune: una informazione più libera. Anche questo è il Festival. Sedute a cerchio le varie testate di base si sono confrontate ed hanno deciso di fare un altro passo assieme. E poi c'è la mamma che prepara il mangiare per i ragazzi dei workshop, oppure il vecchietto, il bastone e 50 euro di pensione donata.

Ma ci sono anche tanti giornalisti che dal palco hanno parlato del futuro del giornalismo in Sicilia o di libertà di informazione; c'è stata Elena Fava, Roberto Rossi e Roberta Mani, Riccardo Orioles, Antonello Mangano oppure Alberto Spampinato, Gaetano Liardo, Renato Camarda, Bruno Tinti e tanti altri. Ci sono stati i ragazzi di Corleone Dialogos e i No Triv. Ci sono stati i ragazzi di Libera che hanno fondato, insieme al mondo associativo locale, il presidio di Modica. Ci sono pure il cantastorie e il quintetto jazz che "Ragazzi se vi serve musica state tranquilli" o c'è una tra le band emergenti più importanti d'Italia, i Famelika, che parte da Palermo per suonare al concerto conclusivo o chi prepara per l'occasione uno spettacolo teatrale.

Insomma, il Festival è tutto questo. Ma è anche il giornalismo con le pezze al culo e la schiena dritta; è quel "neanche un passo indietro" promesso a Berlusconi, contro la Legge Bavaglio, di un giovane giornalista siciliano. Ma se il Festival c'è è anche perché da qualche parte, anzi da tutte le parti, c'è qualcuno che il giornalismo lo fa a banconote e a novanta gradi. O a macchine bruciate e pallottole. "E allora come è andato il Festival?" "Bene, siamo sempre di più. Noi quelli con la schiena dritta".

 

liberainformazione

Modica, 01.09.2010 | da Il Clandestino


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