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| La morte di un corleonese legata al disastro aereo di Ustica? |
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| articoli - Attualità |
| Scritto da Redazione Dialogos |
| Lunedì 05 Luglio 2010 15:22 |
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La strage del Dc 9 Itavia del 27 giugno 1980 è segnata da una serie di morti strane, seguite a quel disastroso evento, causato da una «guer- ra» che si voleva tenere segreta, avvenuta nei cieli appena sopra Ustica. Decessi che hanno generato una certa inquetudine, non è psico- si, perchè le morti sono drammaticamente vere, di scena sono usciti testimoni importan- ti di quella sera di 30 anni addietro. Potevano forse raccontare per tempo quello che aveva- no visto sui radar o ciò che sapevano, ma chi per incidente, chi per suicidio, non è riuscito a parlare. E sono trascorsi 30 anni per afferrare una verità, pure incompleta, che forse poteva venire fuori molto tempo prima. I morti non sono stati solo gli 81 che si trovavano su quel- l'aereo che proveniendo da Bologna mai at- terrò a Palermo, ma l'elenco è più lungo. E in questo elenco c'è forse da inserire il ma- resciallo Giovanni Marino, 68 anni, originario di Corleone. Il 29 luglio del 2008, quando oramai era in pensione dall'Aeronautica Militare, decise di tornare a Birgi, al 37° stormo, non vi si fermò molto, il tempo di lasciare uno scato- lone chiuso, poi andò via, risalì sulla sua auto per compiere poche decine di metri. Imbocca- ta la vicina autostrada si fermò alla prima piazzola, nei presso dello svincolo di Fontana- salsa. Erano all'incirca le 9 di quel 29 luglio quando un automobilista di passaggio avvertì la Polizia che sull'autostrada c'era un'auto fer- ma e per terra, dal lato della cunetta, il corpo di un uomo. Fu identificato per Giovanni Marino, l'ex maresciallo dell'Aeronautica. La circostanza che prima di uccidersi aveva lasciato uno sca- tolone all'interno della base militare fece scat- tare anche un certo allarme, dentro quello scatolo, aperto con mille cautele, però c'erano sole effetti personali, cose che lo legavano a quella divisa che aveva lasciato, e delle carte, delle lettere anche quella di scuse alla famiglia per il suo atto estremo. Chi le ha lette dice di ricordare che quegli scritti non dicevano mol- to, scritti in modo confuso. La famiglia ha in- sistito per riavere presto tutto indietro. Il caso fu archiviato per suicidio, dopo l'autopsia. La circostanza che non è stata mai svelata e ingenera oggi dubbi e sospetti è però quella che nel giugno del 1980 il maresciallo Marino era un degli addetti al centro radar di Marsa- la, da dove non può non essere stato visto quello che accadeva il 27 giugno di 30 anni ad- dietro sopra Ustica. E però da quel centro so- no sparite le pagine del brogliaccio di quel giorno, i tracciati radar si disse non funziona- rono perchè impegnati in una esercitazione, quella struttura di Marsala è una di quelle che ha «trattenuto» segreti importanti su Usti- ca. Il nome di Marino non compare negli atti giudiziari, ma lui lavorava lì. E quando si sui- cidò di questo nessuno si è ricordato.
fonte : La Sicilia (ed. Trapani) |






Giovanni Marino, ex maresciallodell'Aeronautica, si uccise in autostrada nel 2008. Siè saputo adesso che nel 1980 lavorava al centro radar di Marsala Diventa un «giallo» il suicidio del sottufficiale. Prima consegnò numerose lettere















