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| Dalla Chiesa: "A Corleone più liberi di noi" |
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| articoli - Corleone |
| Scritto da Amministratore |
| Mercoledì 22 Settembre 2010 13:30 |
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VEDANO OLONA – "Oggi l'Italia si è rovesciata. A Corleone sono più liberi di noi". Ha lanciato anche questa provocazione, Nando Dalla Chiesa, durante l'incontro "Padrini a casa nostra", organizzato ieri sera, 20 settembre, nella sala consiliare di Villa Aliverti a Vedano Olona dalla locale sezione Pd. Dalla Chiesa ha fatto riferimento alla recente puntata della trasmissione "L'Italia in diretta", in cui si parlava di mafia al nord e in cui veniva mostrata anche una provincia di Varese omertosa, incapace di accorgersi di quello che le sta capitando. E intanto i boss 'ndranghetisti diventano sempre più forti, conquistando aziende, obbligando a pagare il pizzo e scaricando rifiuti tossici nelle cave di fianco a casa nostra. UN CONO D'OMBRA. ANCHE POLITICO "C'è sempre stato un cono d'ombra, che ha distolto l'attenzione della gente da quello che faceva la 'ndrangheta in Lombardia. – ha spiegato Dalla Chiesa – Negli anni '70-'80, quando iniziavano i rapimenti per procurarsi i capitali, c'era il terrorismo rosso e nero. Negli anni '90, quando trafficavano droga arricchendosi ulteriormente, c'era la mafia siciliana che faceva le stragi di Stato. Oggi, invece, al centro dell'attenzione ci sono gli immigrati. Ma questo è anche dovuto ad una precisa volontà politica". E non è facile combattere la mafia al nord, dice Dalla Chiesa, anche perché "non siamo abituati, non la riconosciamo. Spesso alcuni imprenditori si rendono complici dei mafiosi perché non si rendono conto della rete a cui si stanno legando. I metodi mafiosi di fare affari sono più convenienti per un imprenditore, perché aggirano le leggi. Smaltire i rifiuti tossici, ad esempio: molto più conveniente pagare qualcuno che li scarichi in una cava piuttosto che affrontare le spese di un vero smaltimento". 300 ARRESTI E NESSUN POLITICO COMMENTA Eppure segnali evidenti ce ne sono, basti pensare all'operazione "il Crimine", che lo scorso luglio ha mandato in carcere oltre 300 boss 'ndranghetisti, la maggior parte dei quali residenti in Lombardia. Alcuni di loro, anche in provincia di Varese. "Ma non c'è stata una sola reazione politica. Formigoni non ha voluto fare nemmeno una dichiarazione" ha detto a questo proposito Alessandro Alfieri, consigliere regionale Pd presente ieri sera tra gli organizzatori della serata. LA BATTAGLIA NON E' ANCORA FINITA Non è stato risparmiato nemmeno il Ministro Maroni: "ha il merito di non ostacolare il lavoro delle procure – ha detto Dalla Chiesa – ma non è lui che fa gli arresti, e dubito che un pm come Ilda Boccassini gli abbia chiesto consiglio. E comunque, quando domenica ha inaugurato un asilo, ricavato da una villa sequestrata ad un mafioso (a Lonate Ceppino, n.d.r.), non ha preso una posizione forte. Non ha usato parole come "non passeranno, li combatteremo per scacciarli". E questa è una colpa imperdonabile, perché la battaglia non è ancora finita". Chiara Frangi www.varesenotizie.it |
























