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ADDIOPIZZO-LIBERA: CONFISCA BENI E CODICE ANTIMAFIA PDF Stampa Email
articoli - Antimafia&mafia
Scritto da Amministratore   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 20:45

giudice Marisa AcagninoAl sesto piano di un palazzo, nel quartiere Picanello di Catania, ha dimora la prima sede di Addiopizzo e Libera. Un bene confiscato alla mafia ed oggi assegnato ad associazioni che lottano contro il racket delle estorsioni.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione è stato affrontato dal giudice del tribunale di Catania Marisa Acagnino (nella foto) il tema della confisca inserito nel nuovo codice antimafia. "Alcune norme" dichiara ai microfoni di Justice Tg "nascono dall'esperienza. In realtà il vero problema è quello delle imprese mafiose, mentre quando si tratta della confisca di immobili è possibile, laddove il proprietario è unico, arrivare alla riutilizzazione ma quando si tratta di quote di capitali anche immobiliari il nuovo codice antimafia ha stabilito che si arrivi direttamente alla vendita e non alla confisca. Questo nasce" commenta il magistrato "da un esigenza reale, quando la confisca riguarda solo una parte del bene come fa lo Stato a riutilizzarla?" si domanda il giudice Acagnino "E' oggettivamente difficile poterlo utilizzare per fini sociali o affidarlo a forze dell'ordine o enti pubblici, quindi per questa parte il codice antimafia ha risposto ad una reale esigenza. Certo per quanto riguarda la vendita di quelle imprese che non presentano una redditività queste provocano dei problemi in quanto invece che generare un senso di fiducia nel fatto che lo Stato si riappropria dei beni dei mafiosi genera un senso di sconfitta". L'assegnazione dell'appartamento a Libera e Addiopizzo è il risultato di un lungo percorso avviato nel 2008 dall'allora prefetto di Catania Giovanni Finazzo. Al di là delle normative e delle leggi per il presidente di Addiopizzo Catania, Salvatore Grosso " questa è una vittoria delle istituzioni."

http://www.justicetv.it


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