
“noi toccati dalla sorte abbiamo cercato, con maggiore o minore sapienza, di raccontare non solo il nostro destino ma anche quello degli altri, dei sommersi appunti (...); a distanza di anni si può affermare che la storia dei lager è stata scritta quasi esclusivamente da chi, come io stesso, non ne ho scandagliato il fondo. Chi lo ha fatto, non è tornato (…); non siamo noi , i superstiti, i testimoni veri, noi sopravvissuti siamo una minoranza anomala oltre che esigua: siamo quelli che, per loro prevaricazione, abilità o fortuna, non hanno toccato il fondo”. Primo Levi
Domani ad Auschwitz ricorre il 65esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista,luogo in cui moltissime persone persero la propria vita. Difatti il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa che avanzavano verso l’ovest della Polonia,che avevano preso in ostaggio e ucciso tantissimi prigionieri soprattutto ebrei,furono fermati. Di questo argomento ne parlarono tantissimo Primo Levi, sopravvissuto ai Lager, in un celebre romanzo “ Se questo è un uomo “ e Anna Frank, sottolineandone anche il fatto che gli ebrei non erano identificati con il loro nome bensì con un numero, che erano costretti a vivere in spazi davvero molto piccoli, che la mattina bisognava stare fermi e zitti e soprattutto che intere famiglie ebree venivano portate nei campi di concentramento ( o di sterminio ) che avevano il compito di uccidere i suddetti prigionieri. Successivamente vennero anche attuati i Lager nazisti, in cui venivano uccisi molte persone slave, portatori di handicap poiché non ritenuti “ utili “ in quella realtà, e le camere a gas che come dice Gerstein “ dopo 28 minuti pochi sono ancora in vita. Infine dopo 32 minuti sono tutti morti […]; e infine con le leggi di Norimberga si costituisce il momento culminante del processo di discriminazione degli ebrei. Ad oggi i testimoni che sono rimasti di questa catastrofe, raccontano sempre con le lacrime agli occhi ciò che hanno subito ed ancora oggi molti storici nonostante le miriadi di prove, tra foto e documenti vari, continuano a negare ciò che è realmente accaduto precedentemente. Tutto ciò ha comportato le reazione attuali del razzismo e antisemitismo … io credo che in realtà queste reazioni non abbiano fondamento, siamo tutti uomini e figli di uno stesso creatore, credo che sia davvero superficiale escludere o peggio ancora uccidere qualcuno solo perché non ha lo stesso nostro colore di pelle, o perché non è italiano.
Roberta Giordano