
Corleone Solidale, un Corleonese in Tanzania
Michele Incandela - Frate Paolo - Andrea Labruzzo |
Pomerini è un villaggio situato su un altopiano, a circa 2000 metri di quota, e ad una sessantina di Km da Iriga, all´interno del distretto di Kilolo. Originariamente Ng´uruhe (terra rossa) fu ribattezzata Pomerini per via della regione centroeuropea della Pomerania, in virtù delle passate vicende coloniali che hanno segnato la storia della Tanzanìa. È proprio in questo villaggio, di circa 3000 anime, che si è concretizzato l´impegno sociale ed umanitario, di un gruppo di siciliani, con l´istituzione di un´associazione, TULIME, che in collaborazione con la Missione dei Frati Minori Rinnovati, cui fa parte una vecchia conoscenza corleonese, Frate Paolo, sviluppa progetti di aiuto in ambito agronomico, zootecnico, sanitario, e scolastico. Tulime, congiuntivo esortativo del verbo coltivare, nasce da un´idea di progetto che prevedeva l´acquisto di campi e l´impianto di essenze arboree a rapido accrescimento per la produzione di legname da opera; il suo corrispettivo tanzaniano è MAWAKI (Maendeleo ya waki wa Kilolo - Sviluppo della popolazione di Kilolo): associazione registrata in Tanzanìa e gestita da locali con il compito di valutare la fattibilità dei progetti proposti da Tulime. Insomma, un motore a pieno regime guidato da Francesco Picciotto (presidente di Tulime), Obeidi Chaula (presidente di Mawaki) e Frà Paolo (promotore e anima di tutto ciò!) che cerca in tutti i modi di sviluppare le infinite potenzialità di questo meraviglioso pezzo d´Africa. Non è affatto difficile, infatti, lasciarsi affascinare da questa splendida terra rossa, figlia di una pedogenesi millenaria; dai suoi intensi tramonti che lasciano il posto ad una volta stellata assai più generosa che nel nostro emisfero e dalla sua mezza-luna orizzontale; dai mille stretti sentieri che attraversano i campi intrecciandosi come fili di un minuzioso ricamo, percorsi da donne che con naturalezza ed eleganza trasportano sul capo ceste, secchi e quant´altro, e non è raro che dalla loro schiena si intravedano i piedini penzolanti dei loro bambini, avvolti da grandi stoffe variopinte, legate obliquamente da un grosso nodo al petto; dalle capanne di canne e fango, rosso come la terra, e dai tetti di paglia, accanto a piccoli addensamenti di alberelli di banane; dalla cordialità e dai sorrisi della sua gente; dagli intensi occhi neri colmi di speranza e innocenza di bambini che giocano per strada tenendo in equilibrio il vecchio cerchione arrugginito di una bicicletta con un piccolo bastoncino di legno; e di mille altre cose per le quali è stato, ormai da tempo, coniato il termine di "Africanite", quasi fosse un´infermità innamorarsi dell´Africa! Nonostante le infinite bellezze che questa terra è capace di offrire, ci si rende facilmente conto di quanto qui la vita sia dura, dal fatto che questa meravigliosa terra rossa sia spesso ostile e avara nei confronti dei poveri contadini che ancora faticano lavorando i campi con aratri in legno trainati da buoi dalle enormi gobbe sul dorso; per via della disarmante povertà che costringe le famiglie a una vita di stenti e sacrifici nell´incertezza più profonda del domani poiché le aspettative medie di vita non superano neppure i 45 anni; dalla tragica e infinita lista di malattie che in questa meravigliosa e maledetta terra mietono migliaia di vittime a causa della precarietà del sistema sanitario, senza considerare la devastante incidenza dell´AIDS e delle vittime innocenti quali i figli di genitori sieropositivi. Immagini purtroppo agghiaccianti di una realtà più che mai quotidiana qui in Tanzanìa. La mia presenza qui è dovuta ad una relazione tra Tulime e l´Università degli Studi di Palermo che ha bandito due borse di studio in Tanzanìa, della durata di due mesi, per lo svolgimento del tirocinio pratico applicativo presente nel piano di studi. Io ed il mio collega/amico Michele Incandela, dopo aver presentato domanda e aver condotto le selezioni, siamo risultati vincitori e adesso siamo qui già da un mese e mezzo. Il nostro ruolo è stato quello di gestire i campi di Tulime in qualità di Dott.ri in Scienze Forestali ed Ambientali. Durante questo periodo, già trascorso, abbiamo potuto costatare direttamente la realtà di un mondo lontanissimo dal nostro, le meraviglie di una terra e di una cultura totalmente diverse. Abbiamo conosciuto uomini speciali, seriamente convinti e dedicati anima e corpo all´idea che un mondo migliore è possibile attraverso l´impegno quotidiano e l´aiuto reciproco per un fine comune; gente capace di rendere possibili sogni e idee. Una cose che posso dire con certezza di aver imparato è che la partecipazione attiva anche minima è pur sempre un sostegno ed un aiuto insostituibile, ragion per cui invito quanta più gente possibile a prendere coscienza di questo e di avvicinarsi a Tulime (www.tulime.org) che è orgogliosamente figlia di una Corleone solidale. Andrea Labruzzo