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acqua corloeneComitato per l'Acqua Pubblica di Corleone

 

Acque PUBBLICHE alla società privata APS?

 

 Dopo al bocciatura dell ' O.d.G da parte della maggioranza sull Acqua pubblica, le videointerviste, di Telejato, di Giuseppe Crapisi presidente di Dialogos, Dino Paternostro consigliere PD e al Sindaco di Cotleone Nino Iannazzo

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Giuseppe Crapisi Presidente di Dialogos
Dino paternostro consigliere PD
Nino Iannazzo sindaco di Corleone

 

Il Sindaco Iannazzo dice: cari cittadini e caro Comitato per l’acqua pubblica “aviti ragiuni ma va manciati squarata”

I consiglieri assoldati alla Giunta Iannazzo si astengono dal voto, bocciano l’ordine del giorno sull’acqua pubblica. Vergognoso!!!

paternostro iannazzo consiglio corleone

Sarà stato per la data, venerdi 17, o sarà stato perché la politica corleonese è così, ma sta di fatto che nel Consiglio Comunale abbiamo assistito a qualcosa di tragicomico perché anche nell’essere ridicoli c’è un limite e invece lo si è superato abbondantemente, tragico perché stiamo parlando di un bene come l’acqua che è un bene primario. Finalmente venerdi è stato convocato il Consiglio Comunale per discutere dell’ordine del giorno proposto dal Comitato per l’acqua pubblica, sottoscritto e presentato dai Consiglieri Colletto, Di Giorgio, Marino, Paternostro e Schillaci. La mozione doveva e voleva essere un modo per spronare la politica corleonese a riflettere sulla vicenda APS. Il consiglieri Di Giorgio, Marino e Paternostro hanno duramente criticato la fretta con la quale il Sindaco di Corleone ha ceduto le reti idriche e fognarie della nostra città. Hanno ribadito il fatto che se le bollette sono aumentate esponenzialmente dall’altro i servizi non ci sono, mancanza di uno sportello, ritardi nelle riparazioni delle condutture. Si è parlato delle assunzioni fatte e non fatte. Si è parlato della storia di questo paese che negli anni ha assicurato a questa comunità, con enormi investimenti, una rete idrica e fonti di approvvigionamenti non solo bastevoli per il Comune di Corleone ma anche per poter rifornire altri paesi. Il tutto in cambio di cosa? Caro Sindaco è questo che non si capisce, vogliamo valutare a quanto ammonta questo patrimonio che abbiamo regalato? Sulle tariffe non c’è alcun dubbio, nessuno ha saputo smentire gli aumenti, anzi si è capito che gli aumenti continueranno nei prossimi sette anni, cioè questo è stato il primo aumento. Il Sindaco Iannazzo ha preso la parola dopo il Consigliere Paternostro e devo dire che l’ho visto molto confuso. Ha fatto una bella dietrologia sulla normativa, nazionale, regionale e su come sono andati i fatti eppure nemmeno lui è obiettivo come vuol far credere. Infatti, una cosa è la legge che impone una gestione attraverso gli ATO che in virtù della legge sono soggetti pubblici e che in molte realtà italiane funzionano, altra cosa è la scelta fatta dall’ATO, di affidare il servizio ad un’impresa privata, che poi sarà APS. Per il Comune di Corleone, tale scelta fu fatta e condivisa dall’amministrazione Nicolosi, durante la quale lo stesso Iannazzo era vicesindaco. Una cosa è il rispetto della legge, condivisibile o meno, del Consiglio comunale nel 2002 altra cosa è decidere di affidare il servizio ad un privato. Il Sindaco ha ribadito che lui condivide non solo la mozione, anche se andrebbe limata, ma che condivide anche lo spirito del movimento per l’acqua pubblica, e si giustifica dicendo che lui ha rispettato la legge e che non poteva fare altrimenti, eppure dimentica che gli altri Sindaci del comprensorio non hanno ceduto la rete ad APS, che sono in prima linea nel movimento per l’acqua pubblica e non sono stati commissariati. Non lo sono anche perché c’è un ricorso al TAR proprio sulla vicenda ritenuto ammissibile e che quindi sospende gli effetti giuridici di cui parla il nostro primo cittadino. Non si capisce se APS è conveniente o meno, ma forse lo sa ma non può e non vuole dirlo pubblicamente. Da un lato dice che è costretto, che è per l’acqua pubblica, ma poi dice che i comuni che hanno cedute le reti sono in maggioranza. Ma è proprio questo il tema, cioè se i Sindaci contrari fossero la maggioranza, se questi con il loro peso riuscissero a fare approvare il testo presentato all’assemblea regionale allora ci può essere la volontà politica di ritornare ad una gestione pubblica dell’acqua. Ultima difesa del sindaco Iannazzo è stato quello del non voler rifiutare gli investimenti fatti per Corleone, bene poi dall’Ing. Delfino, dell’ATO, abbiamo saputo che nella tariffa c’è una quota parte che paghiamo noi per gli investimenti, allora è una presa in giro se gli investimenti saranno in parte pagati da noi cittadini. Siamo sicuri di una cosa che APS è efficiente su un aspetto, nell’inviare le bollette salate. APS è stata unico soggetto che si è presentato al bando di gara, ha dettato le sue leggi, ha in mano tutte le reti idriche della Provincia di Palermo con un valore che farebbe impallidire anche i grandi magnati, senza rischiare nulla. Caro Sindaco è vero che la proprietà rimane pubblica ma la gestione no, è privata, chi ce lo dice che fra trenta anni avremo la proprietà sì ma di un colabrodo? Ma il bello è venuto alla fine quando da parte di tutti maggioranza e opposizione si è detto che la nostra mozione era condivisa da tutti, ma andava limata e corretta nella premessa, ma alla fine il colpo di scena. Infatti , il Presidente ha detto che la mozione non poteva essere modificata in quanto mancava Salvatore Schillaci che aveva sottoscritto la mozione e quindi era immodificabile. Ci si aspettava allora uno scatto di orgoglio da parte di tutti e quindi un voto unanime a favore della mozione. Invece tutti i consiglieri della maggioranza esclusi quelli dell’opposizione si sono astenuti. Con quest’atto Sindaco e consiglieri hanno pensato di salvare la faccia, ma il dato politico è che hanno bocciato la mozione che prevedeva questo: di impegnare il Sindaco e la Giunta. A porre in essere tutte le azioni politiche, tecniche, giuridiche e amministrative per ritornare a gestire il Servizio Idrico Integrato del Comune di Corleone, modificando la scelta sbagliata e contraria agli interessi dei cittadini, che ha portato il Sindaco a “regalare” ad Acque Potabili Siciliane Spa il prezioso patrimonio idrico della Città, costato impegno, sacrifici e lotte agli Amministratori comunali e ai Cittadini negli anni ’80; Di unirsi al “Comitato Cittadino per l’Acqua Pubblica” nel chiedere che, comunque, Acque Potabili Siciliane Spa sospenda il pagamento di tutte le bollette idriche, informi gli utenti del nuovo sistema di tariffazione, applichi l’art. 18, comma 6), della Convenzione, prevedendo un’articolazione temporale non inferiore a 7 anni “entro la quale progressivamente allineare le tariffe attuali a quella media di riferimento”. Con quest’atto hanno confermato che questi consiglieri, che questa Giunta, a parte le parole è a favore di APS, dei disservizi e delle bollette salate. Certamente noi la battaglia la continueremo.

Giuseppe Crapisi

 

 

 Comitato per l’acqua pubblica

(cgil-cisl-uil - corleone dialogos - il germoglio)

Venerdi’ 17 luglio 2009, alle 19.00, riunione del consiglio comunale per discutere sull’acqua pubblica!

 

 A Bisacquino i Sindaci in prima linea contro la privatizzazione dell’acqua, mentre a Corleone piangiamo le conseguenze della cessione ad APS

 

Le foto dell ' incontro

Sabato sera nella piazza principale di Bisacquino, paese a pochi Km da Corleone, si è tenuta un’importante iniziativa voluta dal Sindaco della cittadina Contorno in cui erano presenti molti Sindaci della Provincia di Palermo, che stanno portano avanti la lotta per non cedere le proprie reti idriche ad APS, rappresentanti del movimento per l’acqua pubblica e presente anche il deputato regionale Panepinto del PD. L’assemblea aperta ai cittadini è stata voluta affinché i cittadini stessi possano dare pieno sostegno all’iniziativa dei sindaci contro le scelte dell’ATO idrico. Il Sindaco di Bisacquino ha detto che i Comuni contrari alla privatizzazione dell’acqua si impegnano: 1) a revocare le delibere dei Consigli Comunali, che davano il via alla cessione dell’acqua all’ATO; 2) a modificare gli Statuti per sancire il principio che l’acqua è un bene pubblico e non commerciabile; 3) a dare la parola ai cittadini attraverso referendum popolari. Il Comune di Bisacquino ha già revocato le delibere del 2003. Il Sindaco ha ribadito il fatto che è assurdo cedere le sorgenti, le reti idriche, depuratori e vedere la bolletta dell’APS che ha un costo doppio o triplo. Ha continuato dicendo che non ci sono vantaggi per il Comune che dovrà pagare l’acqua delle fontane e per gli uffici pubblici e ci saranno problemi anche per l’uso agricolo. Non c’è alcun vantaggio. Il Sindaco di Petralia Inguaggiato ha ribadito che non consegnerà le reti idriche del suo paese all’ATO e quindi ad Acque potabili Siciliane. Il Sindaco di Prizzi Garofalo ha detto anche lui che non intende cedere le reti ed ha detto anche che a breve scoppierà un altro caso, quello della sanità corleonese che potrebbe finire come Palazzo Adriano. Il Sindaco di Caltavuturo Giannopolo ha detto che la normativa afferma che l’acqua debba esser gestita da un unico soggetto a livello provinciale. Ma nella maggior parte d’Italia è gestita da un soggetto pubblico mentre a Palermo hanno deciso che debba esser data ai privati. Ha parlato della mancanza di personale insufficiente per servire 82 comuni. Ha chiesto il sostegno dei cittadini, delle imprese, ordini professionali, forze sociali affinché questa minoranza di comuni per l’acqua pubblica diventi maggioranza. La non consegna delle reti è un atto di coraggio di un Sindaco che può farlo se c’è il sostegno anche del Consiglio Comunale. Presenti Barbara Grimaudo per il forum siciliano per i movimenti dell’acqua e Antonella Leto per la FP CGIL che hanno descritto gli scenari regionali e nazionali, denunciando l’illegalità nella questione dell’acqua in Sicilia. Importante anche l’intervento dell’On. Panepinto che ha descritto l’iter della legge di iniziativa popolare che sarà al vaglio dell’Assemblea Regionale contro la privatizzazione dell’acqua. Un intervento l’ho voluto fare anche io a nome di Corleone Dialogos ma anche e soprattutto a nome del Comitato per l’acqua pubblica di Corleone. Ho voluto dire ai cittadini di dare sostegno ai Sindaci, perché non è un problema loro lontano, visto che a Corleone già abbiamo le prime conseguenze della cessione: bollette salate, disservizi (sportello aperto due ore a settimana, 20 giorni per riparare una perdita). Ho detto anche che da noi il Sindaco di Corleone Iannazzo non ha fatto come i Sindaci presenti ed ha ceduto ad APS le nostre reti idriche, con la motivazione che non si sentiva di perdere degli investimenti. Ma io ho detto loro: il Sindaco di Corleone ha valutato a quanto ammonta il valore di ciò che abbiamo regalato, moltiplicato per trent’anni? Ho parlato anche dei gravi fatti successi in Consiglio Comunale dove si viola il regolamento per non affrontare una discussione nel merito, e non si vuole fare il Consiglio Comunale in Villa Comunale. Hanno forse paura Presidente, consiglieri e Giunta Iannazzo? Meglio farli a porte chiuse nel Consiglio? O ancor meglio se non si fa proprio, visto che ancora dopo quasi due mesi il Presidente Lanza deve convocare il Consiglio Comunale sulla mozione sull’acqua pubblica presentata dal Comitato e sottoscritta da solo cinque consiglieri. Ho parlato anche della petizione popolare dove anche noi chiediamo che venga fatto un referendum a Corleone proprio in favore dell’acqua pubblica. Abbiamo ricevuto consenso a Bisacquino e interesse verso la nostra difficile battaglia, visto il muro dell’amministrazione di Corleone. Bene siamo andati a Bisaqcuino per sostenere l’iniziativa di questi Sindaci che a differenza del nostro difendono i diritti dei cittadini, di avere l’acqua come bene pubblico e non commercializzabile e poi anche perché in Sicilia non siamo soli ma facciamo parte di un movimento. Sarà una battaglia lunga ma continueremo a lottare.

 

Giuseppe Crapisi

 Corleone. La maggioranza Pdl-Udc impediscono che di acqua pubblica se ne discuta in una seduta consiliare da tenere in villa comunale

La maggioranza ha bocciato la proposta di 5 consiglieri di opposizione (Dino Paternostro, Salvatore Schillaci, Leo Colletto, Franco Di Giorgio e Lillo Marino) di tenere in villa comunale la seduta del consiglio comunale per discutere della mozione sull'acqua pubblica. Solo il presidente Mario Lanza (onore al merito, tra tanti demeriti...) ha unito il suo voto a quello dell'opposizione, scegliendo di favorire una soluzione che consentisse la massima partecipazione popolare. Ma, "ispirata" da un sindaco Iannazzo minacciosamente silenzioso, la maggioranza Pdl-Udc (più il consigliere Maurizio Bruno della Lista civica "Liberi e Democratici", che pure aveva detto nei giorni scorsi che avrebbe sostenuto la mozione) non ne ha voluto sapere. "Anche questa sala va bene - ha detto il capogruppo dell'Udc Vincenzo Macaluso - la gente può partecipare anche qui...". Come dire: meno persone ci ascolteranno e meglio sarà. Sulla "svendita" dell'acquedotto comunale, infatti, il sindaco Iannazzo, la sua giunta e la maggioranza che li sostengono stanno perdendo la faccia. Qualche consigliere di maggioranza ha confidato che evita di passare dalla piazza per non essere aggredito dai cittadini, che - tra maxi bolletta dell'acqua e maxi bolletta dei rifiuti - non ne possono più di questi partiti delle tasse. Adesso, comunque, il presidente Lanza dovrà convocare la seduta con all'ordine del giorno la mozione sull'acqua. Si è impegnato anche a far stampare un manifesto per avvisare i cittadini. Speriamo che almeno mantegna questo impegno...

 

fonte : Cittanuove Corleone

 

 Sulle bollette dell’acqua il Presidente del Consiglio, Mario Lanza, pur di evitare il confronta viola palesemente il regolamento del Consiglio Comunale. Mentre il TAR del Lazio rinvia di un mese la sentenza

Il comitato per l’acqua pubblica ha invitato tutti i consiglieri comunali a firmare la mozione con la quale si chiedeva di convocare il Consiglio Comunale con la motivazione che il Sindaco faccia marcia indietro affinché l’acqua rimanga pubblica e che intanto si sospendano le bollette affinché le tariffe siano aumentate progressivamente. Ma abbiamo dovuto prendere atto che i consiglieri firmatari sono stati solo cinque: Leo Colletto, Franco Di Giorgio, Lillo Marino, Dino Paternostro e Salvatore Schillaci. Dobbiamo prendere atto che tutti gli altri consiglieri si stanno assumendo la responsabilità politica nei confronti dei cittadini corleonesi di appoggiare la scelta del Sindaco Iannazzo e company. Sindaco che dice di avere consegnato la rete idrica perché ci sono consistenti investimenti in alcuni quartieri, ma noi chiediamo se il Sindaco Iannazzo ha fatto una valutazione del valore della rete idrica di Corleone frutto di anni e anni d’investimenti pubblici. Se farà questo ragionamento magari riuscirà a capire che il gioco non vale la candela. Il Sindaco si arrampica sugli specchi riversando colpe ad amministrazioni passate ma dimentica che la scelta all’interno dell’ATO è stata presa quando lui era vicesindaco. Oggi grazie alla scelta di quest’amministrazione abbiamo bollette salate, bollette pazze, disservizi come lo sportello che apre una volta a settimana e per riparare una perdita mediamente APS ci sta più di quindici giorni. Infine non dimentichiamo che è emerso che in APS c'è una società con un passato non proprio trasparente e limpido. Ma andiamo alla vicenda della convocazione del Consiglio Comunale da parte del Presidente del Consiglio. La richiesta è stata presentata il cinque giugno e quindi il Presidente aveva venti giorni per convocarlo, invece celandosi dietro il velo della democraticità l’ha convocato non solo, sforando il termine, per il primo luglio, ma anche per decidere dove tenere il consiglio, visto che si era richiesto di farlo in villa comunale. Palesemente ha violato il regolamento del Consiglio Comunale con l’obiettivo di ritardare quanto più possibile il confronto tra amministrazione Iannazzo e opposizione su un tema caldo. Il tutto proprio per favorire e consolidare il nuovo amore con la maggioranza di Iannazzo. Ci sarà da vedere se per il 1 luglio i consiglieri verranno, oppure non ci sarà nemmeno il numero legale e così potranno ancora rinviare il tutto. Vedremo! Caro Presidente del Consiglio, non ci vuole mica la laurea in Scienze politiche, per interpretare un regolamento che non da alcuna possibilità di interpretazione, infatti l’art. 7 così recita: la riunione del Consiglio deve avere luogo entro 20 giorni dalla richiesta. Io sono certo che i consiglieri si rivolgeranno alle istituzioni competenti proprio per denunciare questo comportamento che palesemente un Presidente che non è più super partes. Infine ultima novità ci viene dal TAR del Lazio che doveva decidere sul ricorso presentato dai sindaci della Provincia di Palermo contro l’aggiudicazione del servizio idrico alla società Acque potabili siciliane è stato rinviato di un mese, quindi ancora nulla di fatto.

Giuseppe Crapisi

 Sindaco Iannazzo a chi ha dato le nostre risorse idriche?

A quanto pare tra le partecipanti di APS c’è, indirettamente, la famiglia Pisante, presente in vicende giudiziarie da Mani Pulite ed è stata presente in indagini per associazione mafiosa. Questo è quello che si apprende da questo articolo, pubblicato su Narcomafie a cura di Carlo Ruta, e da un’interrogazione dell’ex Presidente della Commissione Antimafia Forgione, anche se in merito all’ATO di Ragusa.

 

Il business del secolo in Sicilia

Acqua, un affare che scotta

di Carlo Ruta pdf

Interrogazione dell’ex Presidente della Commissione Antimafia Forgione pdf

 

 Corleone e le assunzioni clientelari di Acque Potabili Siciliane. Qualche domanda al sindaco, agli assessori e a qualche consigliere comunale... Leggi

 

 

 

Ai Signori Consiglieri Comunali

L O R O S E D E

OGGETTO: Mozione sul Servizio Idrico Integrato.

Su proposta di questo Comitato, alcuni consiglieri comunali hanno già sottoscritto una mozione relativa alla gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Corleone.

Poiché il tema dell’acqua pubblica interessa tutti i cittadini senza differenze di orientamento politico, si chiede anche alle SS.LL. di voler sottoscrivere la mozione, che resterà depositata presso la Presidenza del Consiglio Comunale fino a venerdì 5 giugno pv.

Ringraziando per la sensibilità che vorrete dimostrare, si porgono distinti saluti.


Corleone, 1° Giugno 2009

IL COMITATO PER L’ACQUA PUBBLICA

 Le ragioni del Sindaco e del Comitato per l'acqua pubblica di Corleone

 

 

 Assemblea cittadina per l’acqua pubblica clima incandescente ma Sindaco e assessori non si fanno vedere

 

assemblea acqua pubblicaGiovedi sera l’aula consiliare ha ospitato l’assemblea cittadina convocata dal Comitato provvisorio per l’acqua pubblica, composto da CGIL, CISL, UIL, Associazione Il Germoglio, noi di Corleone Dialogos e molti cittadini corleonesi. Il Comitato, con Dino Paternostro, con Liborio Grizzaffi, con il mio intervento e con molti cittadini tra cui il Preside Bonanno, ha spiegato che da un lato c’è una ragione di fondo che è quella di ritenere l’acqua un bene pubblico che non può essere privatizzato, come è stato fatto dando la gestione alla SPA Acque potabili siciliane, e dall’altro lato che è una battaglia locale contro il caro bollette ingiustificato. Premettendo che ci sono amministrazioni comunali che non hanno consegnato gli impianti e che vede i propri sindaci in prima linea contro la decisione dell’Ato idrico di affidare ad APS la gestione, tanto è vero che hanno presentato un ricorso al TAR, perché l’azienda che gestisce il servizio è stata l’unica a presentarsi. Perché invece il Comune di Corleone ha avuto fretta? Perché tacitamente ha svenduto tutto, regalando milioni e milioni di investimenti fatti da noi, con sacrifici, in questi anni per avere acqua a sufficienza? Alcuni cittadini hanno detto chiaramente che l’APS ha assunto alcuni operai che, neanche a dirloacqua pubblica, sono amici e parenti di assessori, consiglieri e sindaco in testa? Noi non ne siamo certi ma nella voce di popolo solitamente un pizzico di verità c’è. Sarebbe gravissimo, certamente non c’è un reato penale perché APS essendo un’azienda privata può assumere chi vuole, ma politicamente si spiegherebbe del perché il Comune di Corleone a differenza di molti comuni ha ceduto tutto e non ha sentito il bisogno di lottare contro tale decisione. I cittadini hanno rincarato dicendo che questi stipendi li pagheremo noi visto che l’APS ha già inviato le prime bollette salate con aumenti del 100%. Il Consigliere Di Giorgio ha detto che il Consiglio Comunale doveva essere risentito visto che nel 2003 votarono solamente 7 consiglieri, invece non è stato fatto, mentre il resto è stato fatto dalla giunta, rincarava la dose dicendo che dobbiamo vedere se per il 2008 ci arriverà da parte del Comune di Corleone la bolletta per l’intero anno visto che tre mesi li abbiamo pagati ad APS. Cosimo Di Carlo spogliatosi da cronista ha raccontato i momenti in cui lui è stato vicesindaco e le lotte affinché l’acqua fosse gestita dal comune. Ha parlato degli ingenti investimenti che oggi ci permettono di avere non solo acqua per noi ma che addirittura potremmo darla ad altri comuni. Cosimo di Carlo dice: l’acqua non può essere ceduta a nessuno perché il Sindaco è pro tempore mentre l’acqua è dei corleonesi di ieri, di oggi e di domani. Il Comitato ha proposto di chiedere un incontro ad APS per rispettare la delibera dell’ATO che prevedeva il livellamento delle tariffe entro i sette anni, con una contrattazione tra comune e APS, che stranamente mai è avvenuta e che ha portato all’aumento fin da subito; continuare la raccolta firme per trovare soluzioni giuridiche contro la scelta dell’amministrazione comunale che ci vede oggi clienti di APS; adesione al comitato nazionale per l’acqua pubblica. I consiglieri chiederanno un Consiglio Comunale straordinario in cui l’amministrazione potrà rispondere e prendere posizione in merito. Tutto questo in attesa della decisione del TAR sulla vicenda APS e alla presentazione di una proposta di legge che modifichi l’attuale testo e che renda nuovamente l’acqua pubblica una risorsa primaria che non può e non deve essere privatizzata.

 

Giuseppe Crapisi

 Acqua bene comune i Sindaci si coalizzano (La Sicilia)