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101 cose da fare in Sicilia almeno una volta nella vita

I percorsi turistici di Corleone su una guida turistica.

 

- Leggi intervista a Daniela Gambio autrice della guida -

 

1010 uno cose41. PERCORSI ETICI A CORLEONE, DOVE SI SMANTELLA IL MITO DEL PAESE MAFIOSO Quando si dice Corleone, non si può far a meno di associare questo nome a un immaginario di mafia, “a coppole e facce rincagnite dal dolore”, come si legge dal sito del giornale «Dialogos», che fa capo a un circolo Arci, scritto e pensato a Corleone, e divenuto presidio dell’associazione Libera; sono loro che contatto in merito a una visita sul territorio. Visitai Corleone una decina d’anni fa, trovandola completamente diversa da quel che mi aspettavo: era un paese cotto dal sole, con l’aria fine, ancora non impregnata di smog, con quel lieve *passìo *nella piazza calma, tipica dei paesini dell’entroterra. Se conoscete Corleone, e non sietesiciliani, è perché l’avete ricevuto in eredità dalla TV e da don Vito Corleone, il superboss de *Il padrino*. Vale la pena ricredersi, smantellare un mito dei mass media, un’eredità frutto di alcune nascite eccellenti. Come un organismo crea il suo antidoto, a Corleone hanno operato sindacalisti e personaggi che hanno combattuto per la legalità, uno fra tutti Placido Rizzotto, a cui il regista siciliano Pasquale Scimeca ha dedicato un bel film. I ragazzi di «Dialogos» hanno istituito un percorso etico, che tocca i punti significativi della lotta alla mafia, certi che portare il turismo a Corleone sia uno dei modi più intelligenti di fare cultura, combattere il pregiudizio, confrontarsi e scambiare impressioni con chi “viene da fuori”. «L’idea del percorso nasce con Liberarci dalle spine, un progetto che prevede campi di lavoro sui terreni confiscati alle organizzazioni criminali, incontri e laboratori. Il circolo cercava di far conoscere la Corleone del movimento contadino, di chi ha combattuto contro la mafia», mi spiega Giuseppe Crapisi di «Dialogos». «Abbiamo tre percorsi turistici: nel primo, più tradizionale, parliamo del movimento dei fasci siciliani partendo dal busto di Bernardino Verro che si trova nella villa comunale». Verro, alla fine dell’Ottocento, ha lottato contro il potere degli agrari e della mafia, fu dirigente del fascio contadino di Corleone e continuò la sua battaglia anche dopo che questa venne represso nelsangue, costituendo cooperative, proponendo l’Unione agricola, divenendo sindaco di Corleone fino a essere ucciso dalla mafia il 3 novembre 1915. «Poi, nella sosta a piazza Falcone e Borsellino, raccontiamo di come si è dovuto lottare anche per avere intitolata la piazza ai due magistrati» dice Giuseppe. Si passa per via Bentivegna dove ci sono numerosi murales di artisti corleonesi che dispiegano la storia di Corleone. Piazza Nascè ex piazza Mercato del lavoro è il luogo dove Placido Rizzotto, sindacalista corleonese, faceva le sue battaglie sindacali contro il caporalato e contro la mafia. Passando in via Bernardino Verro (ex via Tribuna) si può vedere la vecchia sede della cooperativa che l’ex sindaco e sindacalista aveva costituito: l’Unione agricola, e fu nella stessa via che venne assassinato. Poi si sosta alla sede di «Dialogos» per assistere al video di Gianni Bisiach *Inchiesta a Corleone*, girato nel 1962. Negli altri percorsi si torna in paese, si passa a piazza Garibaldi dove di può vedere il busto di Placido Rizzotto, lì accanto al museo archeologico ed etnografico che mostra la vita dei contadini. Infine si può contemplare Corleone dall’alto dal castello Sottano, ex carcere e oggi convento. «A Corleone ormai sono abituati a vedere i turisti, questi solitamente cercano la casa de *Il padrino*, quello del film, ma la maggior parte dei visitatori sono gruppi di giovani e meno giovani che hanno una coscienza civile, vogliono conoscere l’impegno antimafia e nello stesso tempo visitare Corleone». I percorsi di solito vengono abbinati agli eventi del paese, come il carnevale, Venerdì Santo e altre processioni. A pochi chilometri poi, si trova il bosco della Ficuzza – ottimo per le gite fuori porta – ricco di storia e attrezzato per i picnic. «Stiamo lavorando con Libera per essere inseriti nei loro percorsi di turismo responsabile e si attende l’inaugurazione di un agriturismo su un bene confiscato alla mafia che permetterebbe anche il pernottamento e il vitto» conclude Giuseppe (per informazioni sui percorsi, www.corleonedialogos.it, cliccate sul link turismo responsabile)

(Tratto dalla guida 101 cose da fare in Sicilia almeno una volta nella vita)

 

- La nota di Corleone Dialogos -

Sempre di più Corleone Dialogos diventa ambasciatrice della Città di Corleone, esportando il meglio di questa città.

Hanno scritto di noi in articoli di giornali italiani e stranieri, si è parlato di noi in radio e tv e siamo presenti anche in una tesi di laurea sui giornali corleonesi. Ci mancava di essere inseriti in un libro. Ma adesso anche questo si è realizzato.

Infatti, l'autrice Daniela Gambino ha inserito i nostri percorsi di turismo sociale e quindi Corleone nella guida "101 cose da fare in Sicilia almeno una volta nella vita della Newton - Compton",che trovate nelle librerie.

Ancora una volta attraverso Corleone Dialogos si valorizza un'intera città. Si parla di Corleone e dei corleonesi per la storia, per la cultura e per ciò che di positivo ha questa città.

 

 

Giuseppe Crapisi