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L'angolo Aperto alla poesia:Città dall'alto PDF Stampa Email
Rubriche - L' angolo aperto alla Poesia
Scritto da Amministratore   
Martedì 31 Gennaio 2012 17:43

cittàQueste strade che salgono alle mura /non hanno orizzonte, vedi: urtano un cielo bianco e netto, senz'alberi, come un fiume che volta./dei signori e dei cani. / Da qui alle processioni che recano guinzagli, stendardi / reggendosi la coda

ci saranno novanta passi, cento, non di più: però più giù, nel fondo della città

divisa in quadrati (puoi contarli) e dolce

come un catino... e poco più avanti

la cattedrale, di cinque ordini sovrapposti: e proseguendo

a destra, in diagonale, per altri

trenta o quaranta passi - una spanna: continua a leggere

come in una mappa - imborcchi in pieno l'asse della piazza

costruita sulle rocciose fondamenta del circo

romano

grigia ellisse quieta dove

dormono o si trascinano enormi, obesi, ingrassati

come capponi, rimpinzati a volontà

di carni e borgogna purché non escano dalla piazza! i poveri

della città. A metà tra i due fuochi

lì, tra quattrocento anni

impiantano la ghigliottina.

Giovanni Raboni, da: Le case della vetra, Mondadori, 1966.


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