giovedì 21 settembre 2017

"Approvare senza modifiche il codice antimafia"

Arci, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera si rivolgono alle forze politiche: "È un atto di responsabilità in un momento storico nel quale le mafie e la corruzione hanno dimostrato la loro pervasività"
ROMA - Un primo appello lo avevano rivolto all'inizio del 2017 a governo e Parlamento perché si desse alla luce la riforma del Codice antimafia entro la fine della legislatura. E oggi, Arci, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera, si rivolgono di nuovo alle forze politiche, affinché il testo, passato a luglio al Senato, venga approvato in via definitiva a Montecitorio senza modifiche. In base alle ultime indiscrezioni, infatti, ci sarebbe un accordo nella maggioranza per dare l'ok al provvedimento la prossima settimana alla Camera. Ma assieme a un ordine del giorno che impegnerà il governo a "depotenziarlo", cancellando in tempi rapidi la parità piena tra corruzione e mafia. Come? Eliminando dal testo il punto più controverso della legge, ossia il sequestro preventivo dei beni ai corruttori che in questo modo verrebbero equiparati ai mafiosi.

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