lunedì 20 marzo 2017

Tutti lo cercano ma nessuno lo trova (Ciao Matteo, dove sei?)


Ciao Matteo, dove sei?

di ATTILIO BOLZONI
 Ancora un po' e batte il record di latitanza di Totò Riina, un quarto di secolo. E' scomparso il 2 giugno del 1993, quando aveva appena compiuto trentuno anni. Poi ha salutato tutti e dato notizie di sé solo tramite terzi.
L'hanno avvistato a Basilea e in Tunisia, a Forte dei Marmi e a Caracas, nelle campagne intorno a casa sua, a New York, in Florida e in Andalusia. Qualcuno dice di averlo visto pure allo stadio della Favorita, domenica 9 maggio 2010, trentasettesima partita del campionato di calcio di serie A, Palermo-Sampdoria, risultato finale 1 a 1. Pare che fosse in tribuna d'onore, fonte Ros, Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri.
E' dappertutto ma nessuno lo trova. Tutti lo cercano ma nessuno lo prende. Ma dove sei, Matteo?
Dopo un dialogo a distanza attraverso i microfoni della sua radio di Marsala – Rmc101- dove ogni mattina e per anni ha lanciato indizi sulla sua presenza e (soprattutto) sulla sua assenza, il giornalista Giacomo Di Girolamo ha dedicato a quello che considera il suo concittadino più illustre un album - con illustrazioni di Manolo Linares - intitolato “Il Padrino Invisibile" e che trovererte in questa mappe. Raccolgono, in sei puntate a cominciare da oggi, tutto quello che c'è da sapere su Matteo Messina Denaro.
I suoi affari – che vanno dall'eolico alla grande distribuzione – la sua mania per i videogiochi e i fumetti, i suoi delitti e i suoi amori. Tante le donne che l'hanno coccolato: l'austriaca Andrea Haslehner e Sonia M., Maria Mesi a Francesca Alagna. Una guida completa su quello che sarebbe potuto diventare il nuovo capo di Cosa Nostra ma che, al momento, è solo un fantasma. Curiosità, aneddoti e retroscena su un mafioso che si è affermato come l'ultimo dei Corleonesi e come latitante di lungo corso. Presumibilmente per  le protezioni che ha. In alto, molto in alto. Su di lui, comunque, i servizi segreti hanno messo una taglia: un milione e mezzo di euro a chiunque fornisca informazioni utili per la sua cattura.
Matteo è un tipo molto speciale. A differenza di altri boss che ostentano la loro religiosità, lui si professa ateo. Nelle corrispondenze epistolari con un misterioso ex sindaco di Castelvetrano cita Virgilio e Pennac, Kant e Jorge Amado. Di se stesso dice semplicemente: «Ho ucciso tante volte che potrei riempire un cimitero».
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