domenica 21 marzo 2010

MAFIA: 150MILA A MILANO, POLITICA SI IMPEGNI DI PIU'

(AGI) - Milano, 20 mar. - Sono scesi in piazza in 150mila sotto il cielo grigio di Milano per gridare 'no' contro le mafie nella 15esima giornata nazionale in memoria delle vittime delle mafie. In corteo molti esponenti della societa' civile e della politica. Tutti daccordo su un punto: "La politica deve fare di piu' per eliminare la mafia dalle istituzioni e dal Paese".
A guidare le richieste della folla don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione 'Libera' che assieme ad 'Avviso pubblico' ha organizzato la giornata. "Non dobbiamo lasciare soli i magistrati e le forze di Polizia - ha detto don Ciotti, durante il corteo - e bisogna fare emergere le cose positive della politica senza dimenticare quelle negative". Poi dal palco le bacchettate ai politici: "Continuiamo a chiedere alla politica di tornare ad essere politica con la p maiuscola - ha proseguito Don Ciotti - abbiamo bisogno di una politica che sappia fare a meno di darsi codici etici perche' deve rispondere alla propria coscienza".
"C'e' una concentrazione di potere, di monopoli e di conflitti di interesse - ha aggiunto - che logorano i principi costituzionali e mettono a rischio la democrazia".
La manifestazione e' partita alle dieci dai Bastioni di Porta Venezia a Milano e si e' snodata fino in piazza Duomo. In corteo alcune bandiere ed esponenti della sinistra. Presente sin dall'inizio Walter Veltroni, ex segretario del Pd. "La politica deve fare i conti con il condizionamento che in tante parti d'Italia la mafia esercita nella scelta dei candidati - ha detto Veltroni - finche' non lo fara' non sara' credibile". Il nodo delle relazioni politica e mafia e' stato affrontato anche da Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, anche lui in piazza, che ha auspicato un maggiore impegno sul fronte del riciclaggio di denaro sporco: "Non c'e' impegno sufficiente della politica sul fronte delle misure antiriciclaggio, la mafia e' sempre piu' potere economico e servono strumenti aggiornati su cui siamo molto indietro". All'arrivo del corteo in piazza Duomo sul palco sono saliti i parenti delle vittime di mafia ma anche esponenti delle istituzioni come il Questore di Milano e il comandante provinciale dei carabinieri che hanno letto a turno i nomi di 900 vittime innocenti delle mafie. A leggere questi nomi anche Antonio Di Pietro arrivato in piazza in tarda mattinata. "C'e' il popolo del cuore della societa' civile che non ne puo' piu' di tutte le mafie e che chiede sicurezza - ha detto Di Pietro - non e' un popolo che e' stato comandato ma viene spontaneamente per chiedere liberta' e legalita' in un paese in cui la mafia e' entrata nelle istituzioni". Polemico, sulla presenza in piazza dei politici, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. "Ho rispettato - ha dichiarato Formigoni - la richiesta, fatta direttamente a me dagli organizzatori, che nessuna bandiera, nessun simbolo e nessun candidato fosse presente oggi in piazza. Stupisce che altri candidati e altri partiti politici non abbiano rispettato la volonta' degli organizzatori"

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