venerdì 12 febbraio 2010

CIANCIMINO jr:PAPA' intervenne per non far liberare moro

AGI) - Palermo, 12 feb. - La Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo di indagine sul sequestro Moro, basato sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino. Copia degli atti e' stata inviata ai pm palermitani che stanno svolgendo le indagini sulla trattativa fra mafia e Stato. Si tratta di ulteriori specificazioni su una vicenda di cui il figlio dell'ex sindaco mafioso del capoluogo siciliano aveva gia' parlato in altri verbali depositati e anche al processo Mori. "Nel 2000 - ha detto Ciancimino jr ai pm della Capitale - mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'onorevole Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana (poi morto suicida, ndr) si erano rivolti a Salvo Lima, dicendo di essere in grado di dare indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro.
In seguito, a mio padre fu chiesto di impedire la liberazione dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio Ruffini (gia' ministro degli Interni, ndr). Analoga richiesta gli era giunta da appartenenti a Gladio, nella cui struttura mio padre era inserito, e dai servizi segreti".
Sempre secondo Ciancimino jr, il padre, Vito Ciancimino, gli avrebbe riferito "di avere incontrato Pippo Calo', che gli disse che era stato interessato per individuare il covo di Moro, attivita' che aveva svolto servendosi dei suoi amici della banda della Magliana e che aveva consentito di stabilire che Moro era in via Gradoli. Mio padre pero' disse a Calo' che non si sarebbe piu' dovuti intervenire per la liberazione".
(AGI) Cli/Pa/Mrg/Mzu Cli/Pa/Mrg/Mzu

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