venerdì 26 febbraio 2010

APPALTI: GRASSO, METODO MAFIOSO DIFFUSO ANCHE SE NON C'E' MAFIA

(ASCA) - Firenze, 26 feb - ''Il metodo mafioso, anche quando non c'e' la mafia, e' diventato purtroppo un metodo diffuso nella nostra societa'''. Lo ha detto Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, a proposito della gestione degli appalti.

''C'e' - ha detto - un sistema basato su un principio di amicizie strumentali, relazioni informali che lasciano poco spazio a forme democratiche, di libero mercato. Oggi l'amministratore, l'imprenditore, il burocrate, talvolta al Sud anche l'uomo d'onore, formano una rete di amicizie alla quale si cerca di connettersi, in mancanza di altre reti basate su criteri meritocratici. Alla luce di rapporti amicali - ha aggiunto, parlando al 'Vertice nazionale antimafia' organizzato a Firenze da Regione Toscana e Fondazione Caponnetto - si prendono decisioni, si fanno affari si intrecciano conoscenze che sono funzionali a questo sistema. Il metodo mafioso, anche quando non c'e' la mafia, e' diventato purtroppo un metodo diffuso nella nostra societa'''.

Grasso, nel suo intervento, ha sottolineato che ''la mafia e' un problema non solo del Sud, ma nazionale e internazionale'' e stupisce che ''ci sono ancora dei Prefetti che dicono che la mafia al Nord non esiste''. Invece, avverte il magistrato, ''nel Nord sono sempre piu' presenti societa' mafiose collegate con la 'Ndrangheta o i Casalesi''.

''Bisogna - e' la conclusione di Grasso - convincere gli imprenditori che un sistema illegale non conviene a nessuno: non c'e' sviluppo con l'illegalita'''.

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