mercoledì 6 gennaio 2010

MAFIA: RICORDATO MATTARELLA, IL SOGNO SPEZZATO E I MISTERI DI OGGI

(AGI) - Palermo, 6 gen. - Era uscito poco dopo mezzogiorno dalla sua abitazione di via Liberta' 147. Piersanti Mattarella, presidente della Regione, allievo di Aldo Moro, l'esponente politico siciliano piu' illustre, al volante della sua Fiat 132 stava per andare a messa, nel giorno dell'Epifania di 30 anni fa, insieme alla suocera, alla moglie Irma Chiazzese e ai figli Maria e Bernardo. Niente scorta: il presidente la rifiuta nei giorni festivi, vuole che anche gli agenti stiano con le loro famiglie. Si e' appena seduto alla guida della vettura, quando si avvicinano i killer che sparano una serie di colpi.
Mattarella muore mezzora dopo in ospedale. Accanto a lui il fratello Sergio. Si spezza in quel momento il progetto e il sogno di una nuova Sicilia, di una regione "con le carte in regola". L'Isola viene ricacciata violentemente dentro il suo destino, apparentemente privo di vie d'uscita. Piersanti Mattarella e la sua sfida vengono ricordati e rimpianti anche oggi, trenta anni dopo. Una corona di fiori e' stata deposta questa mattina, intorno alle 9.30, in via Liberta', nel cuore della citta', alla presenza di parenti - la vedova, i figli e il fratello Sergio Matarella, tra gli altri - rappresentanti istituzionali e politici, tra cui il governatore Raffaele Lombardo, il presidente della Provincia Giovanni Avanti, il sindaco Diego Cammarata, e il capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici, magistrati come il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e i vertici delle forze dell'ordine, fra cui il questore Alessandro Marangoni e il comandante dei carabinieri Teo Luzi. Questa stessa zona in quegli anni e' diventato il crocevia del terrorismo mafioso: li' vicino, in via Di Blasi, il 21 luglio del '79 era stato ucciso il capo della Mobile Boris Giuliano. A settembre dello stesso anno, tre mesi prima di Mattarella, era stata la volta del giudice Cesare Terranova e del maresciallo Lenin Mancuso. Una scia di sangue, iniziata quell'anno, a gennaio, con l'uccisione del giornalista Mario Francese. Poi era toccato al segretario provinciale della Dc Michele Reina: delitto che molti hanno interpretato come un messaggio diretto al capo della giunta siciliana. (AGI) Mrg

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