venerdì 8 gennaio 2010

Contro la mafia un progetto dell'Europa

Il principale ostacolo allo sviluppo dell’Italia meridionale, è la criminalità organizzata che va sradicata per consentire di stimolare la produttività ed attirare investimenti necessari alla crescita. Il governo Berlusconi ha accelerato i tempi per ridurre il fenomeno con alcuni arresti importanti. Da Bruxelles arriva un sostegno concreto per la lotta alla mafia. L’Ue infatti cofinanzia “Sicurezza per lo sviluppo”, un programma multiregionale del valore di un miliardo duecento milioni di euro, nel periodo 2007-2013, il cui scopo principale è quello di migliorare la sicurezza in 4 regioni italiane (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Di questi, 91 milioni di euro saranno spesi in progetti per convertire terreni e proprietà che appartenevano ad alcune famiglie mafiose. “Il finanziamento europeo – ha spiegato il commissario Samecki – aiuterà l’Italia a sostenere iniziative per convertire i beni sequestrati, a creare posti di lavoro e ad alimentare nuove speranze in aree a lungo colpite da alti tassi di disoccupazione e criminalità”. A questo proposito interessanti le esperienze presentate nei progetti di riconversione che hanno visto protagonisti Lucio Guarino, presidente dell’associazione siciliana “Sviluppo e Legalità” e Giovanni Allucci, direttore di “Agrorinasce”, società campana specializzata nell’innovazione territoriale. Agli onori della cronaca è finito il “Giardino della Memoria” realizzato a San Giuseppe Jato (Palermo), su un terreno sequestrato a Giovanni Brusca, condannato all’ergastolo per oltre cento omicidi. L’area è diventata un campo da gioco per bambini ed un luogo della memoria per le giovani vittime di crimini mafiosi. Altro progetto è stato il centro agrituristico “Terre di Corleone” (Palermo) costruito su un terreno di proprietà di Salvatore Riina. La nuova cantina “Centopassi” costruita su una tenuta di 17 mila metri quadri a San Cipirello (Palermo). Altro intervento con il contributo europeo, il centro giovanile polivalente “San Marcellino” a Casalesi (Napoli), costruito su terreni sequestrati a Giorgio Marano, ex capo camorrista. I progetti finanziati dall’Ue sono un esempio che la politica di confisca è vincente anche sotto l’aspetto sociale. Le nuove infrastrutture contribuiscono ad indicare ai giovani l’alternativa ad una vita criminosa. L’Italia è il terzo maggior beneficiario della politica di coesione comunitaria dopo la Polonia e la Spagna. Fra il 2007 ed il 2013, il nostro Paese beneficerà di investimenti per 28 miliardi 800 milioni di euro.

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