giovedì 26 novembre 2009

Vendita dei beni confiscati alla mafia: a Corleone Consiglio Comunale straordinario in un bene conficato alla mafia


Ma caro Presidente del Consiglio il fine non giustifica i mezzi


Lunedì 30 novembre 2009 è stato convocato il Consiglio Comunale in seduta ordinaria. Primo punto all’ordine del giorno è la proposta di convocare il Consiglio Comunale in seduta straordinaria, in un bene confiscato alla mafia, per discutere e approvare un ordine del giorno contro l’emendamento approvato al Senato che prevede la possibilità di vendere i beni confiscati alla mafia non assegnati. Si prevede che possa essere convocato per il 2 dicembre nell’agriturismo Terre di Corleone, ex stalle confiscate alla famiglia Riina, della cooperativa Pio La Torre. Crediamo che sia importante quest’iniziativa perché tutta Italia si aspetta da Corleone una decisione chiara e forte in merito alla questione. Ma devo dire che tutti ci aspettavamo che già lunedì scorso il Presidente del Consiglio del Comune di Corleone, Mario Lanza, convocasse una seduta straordinaria per approvare gli ordini del giorno presentati dal PD e dal PDL, contro l’emendamento approvato al Senato. Infatti, c’è una mobilitazione straordinaria contro tale emendamento che vede Libera e Avviso pubblico in prima linea. Il Presidente del Consiglio invece ha deciso di convocare il Consiglio in seduta ordinaria per il 30 novembre. Ma nell’ordine del giorno come primo punto non c’è l’approvazione delle due mozioni, ma solo la proposta di convocare il Consiglio Comunale in un bene confiscato alla mafia, dove si approveranno le predette mozioni. Anche se si è scelto di convocare un Consiglio ordinario non si capisce perché non sono state inserite le due mozioni all’ordine del giorno. Infatti, il Presidente ha violato il regolamento comunale che impone di inserire le mozioni al primo consiglio utile. Insomma nell’ordine del giorno andava inserita sia la richiesta di convocare una seduta del consiglio straordinario, sia le due mozioni. Credo che con un accordo bipartisan si sarebbe deciso di approvare l’ordine del giorno della convocazione del Consiglio in seduta straordinaria e di rinviare le due mozioni in quella seduta. Invece ci spiace osservare l’arroganza del Presidente del Consiglio Comunale e di questa maggioranza che talmente si crede autosufficiente che si sente in diritto di poter violare lo stesso regolamento comunale. Crediamo nella buona fede del Presidente Lanza, ma il suo atteggiamento è indice del modus operandi di questa coalizione di centro-destra. Siamo anche d’accordo che una manifestazione in un bene confiscato può avere una risonanza nazionale e ne condividiamo le finalità, ma non capiamo e non cocepiamo perché non si abbia rispetto delle regole e dei consiglieri comunali. Il fine non giustifica i mezzi. Caro Presidente cambi atteggiamento perché dobbiamo dimostrare ancora una volta che sulla lotta alla mafia siamo tutti uniti.


Giuseppe Crapisi

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