giovedì 3 settembre 2009

Palermo ricorda il generale Dalla Chiesa Maroni: "Entro l'anno in città una conferenza antimafia"


Ventisette anni fa l'eccidio mafioso in cui furono assassinati il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è arrivato questa mattina a Palermo per ricordare l'eccidio mafioso in cui ventisette anni fa furono assassinati il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Dopo aver deposto una corona di fiori sul luogo dell'omicidio, in via Isidoro Carini, ha partecipato alla messa celebrata all'interno della caserma Dalla Chiesa di corso Vittorio Emanuele. Assieme a Maroni sono arrivati a Palermo il capo della polizia Antonio Manganelli e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli.

Dopo la funzione religiosa, a cui ha partecipato anche la figlia del generale prefetto, Simona, Roberto Maroni ha annunciato che entro l'anno Palermo sarà sede di una grande conferenza nazionale sulla lotta alla mafia: «Sarà aperta - ha annunciato il ministro dell'Interno - a tutti coloro, fra le forze dell'ordine, la magistratura, le associazioni, vogliono dare un contributo per sconfiggere per sempre la mafia». Maroni ha annunciato pure che entro dicembre ci sarà un milione di euro nel fondo unico per la giustizia: «Sono i soldi sottratti alle cosche», dice Maroni.

Nell'occasione dell'anniversario di dalla Chiesa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, hanno inviato dei messaggi al prefetto di Palermo. «Il barbaro attentato - scrive Napolitano - provocò un unanime moto di indignazione cui seguì un più deciso e convergente impegno delle istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità mafiosa ed alla sua capacità di controllo del territorio. Le dolorose immagini di quella tragica sera non debbono però essere dimenticate. Il sacrificio del generale Dalla Chiesa e quello di tanti altri caduti per mano di mafia - prosegue il presidente della Repubblica - debbono restare vivi nella memoria di tutti ed imporre alle istituzioni, alla società civile ed alle nuove generazioni una continua vigilanza contro le persistenti forme di presenza e di infiltrazione della criminalità organizzata, non meno pericolose anche quando meno appariscenti».
(03 settembre 2009 www.palermo.repubblica.it )

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