mercoledì 2 settembre 2009

Chiusa inchiesta sul figlio di Provenzano


di Aaron Pettinari - 2 settembre 2009
Palermo. Era sotto inchiesta per mafia, Angelo Provenzano, assieme ad altri 105 persone. Le indagini erano iniziate circa due anni fa e coinvolgevano i figli di padrini eccellenti su cui era lecito pensare potesse dipendere il futuro di Cosa Nostra.

Nomi di rilievo quali Inzerillo, Spatola, Tinnirello, Lo Nigro, D'Ambrogio, Marceno' che si aggiungono a quello più noto del figlio del capo di Cosa Nostra. Per questo erano stati attenzionati immediatamente dopo le operazioni “Gotha” e “Old Bridge” che avevano messo alla sbarra padri, zii e nonni.
La richiesta di archiviazione è stata firmata dai pm Buzzolani, De Lucia, Di Matteo e dal procuratore aggiunto De Francisci mentre la decisione spetterà al gip Maria Pino.
Nel dicembre dello scorso anno il figlio di Binnu, intervistato da Repubblica, era intervenuto a difesa del proprio cognome e della propria posizione con tali dichiarazioni: «Io rispondo solo delle mie scelte, non di quelle di mio padre, che oltretutto non so quali siano state».
Il nome di Angelo Provenzano era emerso già nel 2000, durante le indagini per la cattura del padre. Una sua lettera era stata trovata nelle tasche di un fedele postino dell´organizzazione, al momento dell´arresto di Benedetto Spera. Nel 2006, Provenzano junior è stato nuovamente nominato in alcune intercettazioni delle indagini sui postini di Provenzao padre ed anche in “Gotha” emergeva la possibilità che il giovane fosse intervenuto per non far pagare il pizzo ad un commerciante. 
Nonostante questi “campanelli d'allarme” però la Procura non è riuscita a trovare ulteriori riscontri concreti né su Provenzano né sugli altri figli d'arte.
Dai Mannino agli Inzerillo fino agli Spatola, il legame tra Palermo e l'America non si è mai interrotto. I giovani rampolli sono tutti incensurati ma, grazie all'attività d'indagine, sono stati sorpresi nei pressi di quei luoghi dove si son tenuti diversi summit, e questo resta comunque un buon punto di partenza per cercare di capire le strategie di una Cosa Nostra che si sta già riorganizzando. 



Fonte: la Repubblica - Palermo

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