mercoledì 26 agosto 2009

Dalla Terra Madre alla Terra Padre


Un cerchio di pietre, al centro un fuoco che arde.
E’ notte, ed io sono immersa in un sogno.
Una vecchia dai lunghi capelli bianchi canta: le sue parole danzano nel fuoco come scintille, e volano in cielo. Nella stessa notte stelle cadenti e stelle volanti s’incontrano, si fondono e confondono a mezz’aria, pagliuzze d’oro nei miei occhi incantati.
“Ora ti rivelerò un grande segreto”, canta la vecchia.
“Un segreto, un grande segreto… Il corpo. Il corpo, sei tu: sei tu il corpo”, dice: e canta, serena, canta, la voce melodiosa ma sussurrante - canta.
“La vertigine che si è addensata improvvisa nel grembo di tua madre e nuotava nell’infinito, dapprima: tu.
Poi il contenimento, sempre più stretto fino a diventare massaggio morbido e poi contrazione, pressione affinché tu scivolassi fuori dolcemente ma con decisione. Tu.
Tu anche quel sentirsi perduta nel vuoto, di nuovo, e cercar di riempirlo di te, e riempirlo solo a patto di essere abbracciata, avvolta, contenuta: contenta, con-fusa.
Tu, che nuotavi finché non hai imparato a camminare, e poi nuotavi ancora, ma solo nei sogni.
Tu, che cercavi di spingerti lontano, sempre più lontano, alla ricerca di un orizzonte irraggiungibile.
Tu che cercavi di fuggire la con-fusione, e poi che ti ci ritrovavi immersa, nell’amore.
Tu, il corpo che conteneva e generava per questo, riempiendosi di vuoto e di pieno e poi ancora di vuoto e di pieno, senza tregua.
Tu, il corpo che ti dava la possibilità di generare anche con l’Anima, o con la Mente.
Tu che cercavi un senso in ogni cosa e ti facevi mille domande per tutto.
Il corpo sei tu: tu che ora sei al limitare di un’altra terra, forse la Terra di Mezzo.
Tu che senti come nel declino incombente c’è tutta la storia mai narrata di un sole che scivola tra i monti per spuntare da un’altra parte in un’alba mai vista, fiammeggiante.
Tu che vivi il presente, finalmente, e scopri segreti mai prima neppure sussurrati, e sai assaporarli, e aspirarne il profumo, e sentirli, con le orecchie, nel cuore, nel grembo, nelle viscere e con tutta la pelle, e parlarli, quei segreti, nella loro lingua muta, finalmente nota.
Il corpo. Sei tu.”
Danza, la vecchia ossuta, danza e sorride, e mai ho visto un’immagine così sensuale.
Danza, e prende per mano un uomo, lo trascina con sé, lo anima di se stessa – un uomo ossuto anche lui, severo, antico, mite, che le restituisce pienezza.
Mi sveglio, e il fuoco è ormai spento.
Smuovo la cenere, e mille piccole scintille prigioniere volano in alto, libere verso un’alba imminente, profumata di nuovo.

Daniela Thomas

1 commento:

laura la sala ha detto...

è bellissima,non ho parole. complimenti alla poetessa
omonima laura la sala