giovedì 30 aprile 2009

Siamo tutti Pino Maniaci


Per l'8 maggio è stato fissato il processo contro Pino Maniaci che dirige Tele Jato,emittente che trasmette nella zona calda del corleonese e dello Jato. Pino Maniaci è accusato dalla Procura di Palermo per esercizio abusivo della professione di giornalista. Praticamente come anche noi di Dialogos Pino Maniaci non è iscritto all'albo dei giornalisti. Albo che è praticamente chiuso e che lede la Costituzione in quanto limita la libertà di espressione. I giornalisti si dividono in giornalisti professionisti e pubblicisti, ma sapete come si diventa pubblicisti? Basta seguire delle partite di calcio per una testata, per un certo periodo, e scrivere per loro dei piccoli pezzi. Dopo avere preso la patente sei abilitato a parlare, scrivere insomma fare il giornalista. Mentre Pino Maniaci come tantissimi altri praticamente che fanno informazione quotidiana, che si schierano contro la mafia e denunciano i problemi dei cittadini vengono perseguitati in nome di una legge incostituzionale. Chiedo a tutte le forze politiche e sociali di stare vicino a Pino Maniaci ma anche e soprattutto di liberalizzare e smantellare la casta dei giornalisti approvando delle norme giuste. Fra alcuni giorni saremo a Cinisi per ricordare Peppino Impastato, nemmeno lui aveva il tesserino di giornalista, come noi, come Pino Maniaci. Allora ditelo che in questo paese siamo in un regime controllato e dove non si è liberi di potere esprimere il proprio pensiero, dove la voce la devono avere chi possiede i mezzi per farsi sentire e chi ha potere politico o sociale come la mafia. In nome di una lunga storia ,a cui Dialogos appartiene, di informazione libera e indipendente chiediamo con forza di condannarci tutti o di sancire il diritto di fare informazione, perchè complice di Pino non è soltanto il direttore Orioles ma lo siamo tutti. Anzi siamo tutti Pino Maniaci.

Il Presidente del Circolo

Corleone Dialogos (ARCI - Libera)

Giuseppe Crapisi

1 commento:

Stranistranieri ha detto...

Si, ce ne fossero di giornalisti così! Il coraggio non si acquista riuscendo a prendere il tesserino di pubblicista. E di giornalisti coraggiosi ce ne sono veramente pochi, quelli poi, che osano varcare un certo limite, pagano.