mercoledì 18 marzo 2009

L’IMPEGNO DEI VOLONTARI TOSCANI SUI TERRENI CONFISCATI ALLA MAFIA


Pistoia, 16/03/09

Questa è un’intervista ad Irene, una ragazza di Pistoia che quest’estate ha partecipato al campo di lavoro Liberarci dalle Spine a Corleone. Una testimonianza vera e importante come il suo impegno di volontaria.


A QUALE CAMPO DI LAVORO HAI PARTECIPATO?

Ho partecipato al campo che si è svolto a Corleone dal 19 Agosto al 3 Settembre 2008.


IN COSA CONSISTEVA IL TUO LAVORO?

La maggior parte dei giorni ci alzavamo verso le 6 e dopo una colazione sostanziosa partivamo per i campi; a volte ci attendevano i pomodori, altre volte le mandorle, altre volte ancora la vendemmia. Il lavoro si svolgeva dalle 8.30 alle 11.30 più o meno, perché poi il caldo diventava davvero insopportabile. Alcune volte c’erano anche compiti alternativi come etichettare le confezioni oppure delle visite alla fabbrica in cui vengono lavorati i prodotti. Per due volte invece, secondo i turni stabiliti, c’era il turno di pulizia e cucina, che a volte era persino più stancante! Consiste nell’alzarsi prima per preparare la colazione a tutti gli altri, poi pulire le due case affidate alla Cooperativa e infine preparare il pranzo per chi tornava affamato dai campi.


CHE RAPPORTO C’ERA FRA I VOLONTARI ED I MEMBRI DELLA COOPERATIVA?

Il rapporto era, almeno nel mio caso, un po’ anche di soggezione, non perché loro fossero persone superbe, anzi ci aiutavano sempre e ci spiegavano bene i lavori da svolgere, ma piuttosto perché per me sono delle persone da ammirare davvero. Spesso la sera mi trovavo a riflettere sui loro racconti, sulle loro storie e capivo che sono davvero scelte coraggiose quelle che hanno fatto; spesso però, a causa del mio carattere, non sono stata capace di esprimergli molto i miei pensieri e avrei dovuto farlo di più.


OLTRE AL LAVORO, AVETE VISSUTO ANCHE ALTRE ESPERIENZE (incontri, dibattiti, gite…)

In seguito ad un meritato riposo dopo pranzo avevamo degli incontri con chi opera nell’antimafia costantemente (sia volontari, sia esponenti dell’Arci o della CGIL o anche magistrati), dibattiti interessanti tra di noi e con i soci della Cooperativa oppure gite in località importanti e da ricordare, come Portella della ginestra, Ficuzza e Cinisi. Anche dopo la cena facevamo un giro nel centro di Corleone per conoscere la gente del posto e questi sono stati incontri altrettanto importanti per me.


C’E’ UN EPISODIO PARTICOLARE CHE VUOI RACCONTARCI?

L’episodio più significativo che potrei raccontare è forse quello dell’incontro di Portella, dove dei sopravvissuti ci hanno raccontato la strage e uno dei due in particolare ci ha fatto un discorso stupendo, per quanto mezzo in dialetto e infervorato , che ha toccato credo ognuno di noi. Lì ho realizzato quanta ingiustizia ci sia stata e ci sia ancora e quanto fosse importante anche il nostro piccolo ruolo nei campi di lavoro.

Amanda Dabizi

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