martedì 17 febbraio 2009

TOSCANA. La mafia c’è, ma non si vede … o quasi.

Pistoia, 16.02.09

La Toscana è terra di mafia, e su questo non ci piove. Lontana dalle regioni meridionali considerate come i centri principali della criminalità organizzata, la terra di Dante e del Chianti diventa tristemente famosa anche per una crescente diffusione del fenomeno malavitoso.
MAFIA STRANIERA La mafia straniera è presente in Toscana più di quanto si creda: la mafia RUSSA contamina i litorali, l’isola d’Elba, Montecatini, Firenze; quella CINESE controlla la produzione tra Firenze, Prato, Empoli, Pisa; quella ALBANESE e quella RUMENA sono presenti un po’ in tutto il territorio. Le mafie straniere operano in diversi ambiti: appalti, sfruttamento della prostituzione, contraffazione, gioco d’azzardo, sfruttamento dei clandestini, narcotraffico, racket, rapine. Una situazione, insomma, che deve necessariamente essere tenuta sotto stretto controllo e che non può non essere combattuta con tutte le forze anche dalla società civile, che non ha, almeno in linea di massima, una coscienza mafiosa.
MAFIA ITALIANA Ovviamente non mancano in Toscana i collegamenti con le organizzazioni mafiose italiane: la ‘Ndrangheta è forse la forma più forte in questi anni (Campi Bisenzio, Prato, Pistoia, Arezzo); la Camorra vi traffica rifiuti; Cosa Nostra e i Casalesi fanno la loro parte. La storia è sempre quella: traffici illegali, prostituzione, appalti, ma anche tangenti agli amministratori di condominio , lavoro nero. La Toscana, in effetti, per le sue caratteristiche ambientali ed economiche, è senza dubbio un’ottima preda la criminalità organizzata. Ma quello che sembra impedire una capillare diffusione del fenomeno malavitoso, oltre all’intenso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, è la forte identità antimafiosa e la sensibilità al tema della legalità dei cittadini . Manca quello che potremmo definire il “consenso sociale”. Basti pensare a come ogni anno, a Montecatini, si tenga il campus “ALBACHIARA”, un progetto sulla legalità rivolto in particolare ai ragazzi delle scuole; una serie di incontri sui temi della cittadinanza attiva e della responsabilità contro i fenomeni malavitosi che anche nello scorso 2008 hanno visto una partecipazione straordinaria di migliaia di giovani.
Grandi segnali che fanno ben sperare e che, con tutta probabilità, saranno il terreno buono che impedirà alla mafia di contaminare questa regione, nonostante la battaglia sia difficile e la strada ancora lunga. I dati trattati sopra sono tratti dal RAPPORTO ANNUALE 2007-2008 sulla Toscana a cura della FONDAZIONE ANTONIO CAPONNETTO.

Amanda Dabizzi

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