domenica 11 gennaio 2009

LA SICILIA AL TRACOLLO


Impietosa analisi
della Svimez: il Sud
non trarrà alcun vantaggio
dalle misure
anticrisi assunte dal
governo nazionale

Il Mezzogiorno non trarrà alcun vantaggio dalle misure anticrisi
assunte dal governo nazionale, così come non ha avuto benefici dall’operazione di taglio dell’ICI effettuata la scorsa estate. Si può sintetizzare così il contenuto delle “Previsioni per le regioni
italiane nel 2008 e 2009” presentate l’11 dicembre dalla Svimez. Con la consueta attenzione, l’Istituto per lo Sviluppo del Mezzogiorno ha elaborato i dati della congiuntura: a fronte di una caduta del PIL nazionale stimata per l’anno in corso dello 0,4%, la flessione nel Mezzogiorno toccherà lo 0,7% con l’effetto di un ulteriore allargamento del divario tra le due aree del paese. Si configurerebbe una contrazione dello 0,7% della spesa per consumi (-0,4%
nel resto del paese) provocata da un aumento del reddito disponibile delle famiglie che in termini
reali dovrebbe risultare nel Sud appena positivo (0,1%) a fronte di un progresso di mezzo
punto percentuale nel Centro-Nord. Anche nel 2009, in un contesto di decrescita per il secondo
anno consecutivo del Pil dell’intero paese, l’evoluzione congiunturale risulterebbe più debole nel
Sud (-0,8%) che nel resto d’Italia. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la Svimez rileva
come l’occupazione sia stata segnata da una lieve dinamica negativa già nel 2007, cui fanno
seguito altri due anni di contrazione totale del volume di occupati. Nel Centro-Nord, invece, vi dovrebbe essere un modesto aumento dello stock di occupazione anche nel 2009. Passando alle previsioni relative al biennio 2008-2009, la Svimez fa notare che le regioni del Sud, strutturalmente poco aperte agli scambi con l’estero, non avvertiranno i vantaggi che deriverebbero da un andamento congiunturale positivo delle loro esportazioni, al contrario di quanto avverrà nelle altre regioni, con l’esclusione del Veneto e dell’Italia centrale. Solo Molise e Sardegna sfuggiranno a questa tendenza e manterranno i loro tassi di caduta del PIL al livello di quelli medi nazionali. Nel corso del 2008 si segnalano riduzioni significative dell’oputput industriale in Basilicata (-1,8%), in Campania (-1,6%) ed in Sicilia (-1,5%). Per il 2009 situazioni relativamente più sfavorevoli dovrebbero riscontrarsi in Puglia (-1,0%), in Campania ed in Calabria entrambe con una contrazione del reddito pari allo 0,8% ed in Sicilia (0,7%).
L’aspetto politicamente più interessante del rapporto risiede nella valutazione dell’impatto nelle due macro-aree delle misure di carattere sociale previste dal recente decreto del Governo.
Le misure stanziano 2,4 miliardi di euro per il “bonus famiglia” 450 milioni per la “social card”, 290 milioni per gli ammortizzatori sociali. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto, l’impatto sul
PIL sarà pari allo 0,1% nel Mezzogiorno e dello 0,2% nel Centro–Nord. I consumi privati, invece, ne trarranno beneficio in misura pari allo 0,3% nel Mezzogiorno ed allo 0,2% nel Centro-Nord.
I provvedimenti governativi appaiono, perciò, nel complesso di scarsissima incidenza sui consumi, in ogni caso insufficienti a superarne la persistente stagnazione, di assai modesta incisività per quanto riguarda il prodotto interno lordo del Mezzogiorno che subirà invece danni ingenti dalla variazione in negativo del 4,3% degli investimenti nel Sud prevista nel prossimo
biennio. Al danno si aggiunge la beffa quando, leggendo le pagine dedicate ai costi dell’esenzione
dell’ICI sulla prima casa, si scopre che il Mezzogiorno ha dato un contributo rilevante
in termini di risorse ma ne ha ricavato benefici minimi. Il provvedimento, infatti, fu finanziato con la cancellazione di 1,4 miliardi di euro provenienti dalla dotazione di Fintecna che erano originariamente destinati alla realizzazione di opere ferroviarie estradali in Calabria e Sicilia. Ebbene, a ricevere un vantaggio dall’abolizione dell’imposta comunale sugli immobili sono state, in quota maggiore le famiglie non povere, mentre si è realizzato un effetto redistributivo a sfavore delle aree deboli “in conseguenza del combinato disposto di una sottrazione di risorse dalle regioni deboli e di una concentrazione del beneficio nel Centro-Nord.”
Davvero un bel risultato per il Mezzogiorno, di cui il Centro destra siciliano può menar vanto: la parte più povera del paese sta finanziando la più ricca! Ed ancora, non si è conclusa la vicenda del Fas che rischia di riservarci altre amare sorprese.

FRANCO GARUFI

(da a sud'europa, dicembre 2008)

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