domenica 4 gennaio 2009

La Corleone che vorrei

E’ iniziato il nuovo anno e tra tanti auguri e buoni propositi ho voluto immaginare la Corleone che vorrei.

Vorrei una Corleone dove non ci fosse più clientelismo che porta il popolo ad essere suddito, perché bisognoso, e una classe politica di scarso livello che vive elemosinando e promettendo mari e monti. Clientelismo che emerge senza alcun pudore anche per organizzare manifestazioni in cui serve l’amplificazione.

Vorrei una Corleone in cui la maggioranza politica possa davvero sapere progettare uno sviluppo economico per questa città e vorrei un’opposizione che abbia progetti e che davvero sia credibile come alternativa, capace di dialogare con la maggioranza sui progetti fondamentali di questa città.

Vorrei una Corleone pulita in cui la raccolta differenziata sia la normalità, in cui il lavoro non manchi, una Corleone senza mafia ma anzi una Corleone dell’antimafia.

Vorrei una Corleone dove chi viene arrestato per mafia e poi esce non sia ossequiato con baci e abbracci ma che sia isolato, vorrei che quando arrestano un boss non si vada nella famiglia per portare conforto.

Vorrei una Corleone in cui possano rientrare i tanti corleonesi che sono dovuti emigrare, spesso sono stati i migliori ad andare via.

Vorrei una Corleone turistica che possa davvero offrire servizi e che diventi polo attrattivo e possa spingere ad una nuova ricchezza.

Vorrei che i corleonesi la finissero di essere individualisti e iniziassero a pensare che la cooperazione è punto di forza delle più ricche realtà dell’Italia.

Vorrei la mia Corleone una città vivibile con parcheggi, verde pubblico e una città che pensi ai più piccoli con più parco giochi integri e sicuri. Vorrei una Corleone senza cattedrali nel deserto e che i soldi pubblici servano per strutture realizzabili e effettivamente utili.

Vorrei una Corleone in cui si valorizzi il centro storico aiutando economicamente chi vuole ristrutturare e recuperare gli immobili, vorrei una Corleone meno isolata e che possa essere facilmente raggiungibile.

Vorrei una città normale che fosse come una delle tante città dell’occidente e se qui davvero sembra la luna quello che chiedo è la normalità, ma chissà quando diventeremo normali.
Ogni popolo merita i propri governanti.

G Crapisi

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi permetto di postare un breve commento a questo intervento. Ho avuto il piacere di lavorare come volontaria per la cooperativa Lavoro E Non Solo quest'estate a Corleone...E leggere delle parole così cariche di motivazione e voglia di cambiare mi fa vivere di nuovo quella sensazione di volontà di rivincita che noi "forestieri", per così dire, abbiamo provato nei 15 giorni passati lì. E nonostente non possa negare la fatica del lavoro nei campi (per un mese mi sono sognata i pomodori che ho raccolto!)che prevedeva il nostro soggiorno a Corleone, credo che quel tipo di fatica sia ben poca cosa in confronto al lavoro che persone come l'autore di questo intevento svolgono ogni giorno: impegno sociale, diffusione di Idee con la I maiuscola, lotta contro un'omertà che soffoca, ma anche contro l'indifferenza che uccide. Ancor più difficile è questa lotta per i giovani, che dovrebbero avere davanti agli occhi scenari stimolanti e sempre nuovi; mentre invece, in questa Italia allo sbaraglio, vanno incontro ad una lotta impari contro una pesante, ottusa e stagnante società.
Con tutta l'ammirazione,
Amanda Dabizzi,
volontaria toscana.

Fabio ha detto...

Vorrei una Corleone dove non ci fosse più chi parcheggia sulle strisce gialle o sulle strisce pedonali.

Vorrei una Corleone in cui no ci sia chi si passa il tempo a lasciare la propria firma sui beni culturali o a rompere tutto quanto secondo lui non gli appartenga.

Vorrei una Corleone dove per andare a Palermo non bisogna impiegare 60 minuti di cui 30 di curve.

Vorrei una Corleone che primeggi come percentuali di raccolta differenziata che è riuscita a raggiungere

Vorrei una Corleone in cui il mercato ortofrutticolo e il caseificio non restino delle cattedrali nel deserto.

Vorrei una Corleone che abbia un marchio per i suoi prodotti di qualità e che li esporti.

Vorrei una Corleone dove non esista il lavoro nero.

Vorrei una Corleone.

Redazione Dialogos ha detto...

Vorrei ringraziare Fabio e Amanda perchè era da un bel po che c'erano dei commenti su articoli che non sono stati meno interessanti. Concordo con Fabio quanto da lui scritto, mentre con Amanda voglio parlare con il cuore. Sai so quanto importante è il vostro lavoro non solo che avete fatto e continuate a fare qui a Corleone nei terreni confiscati alla mafia dando una mano ai soci della cooperativa, ma anche il lavoro che fate in toscana e in tutti i posti dove voi andate. Perchè ci siete vicino sempre anche da li con il vostro lavoro di volontari, ma siete i nostri ambasciatori perche parlerete della Corleone di cui siamo fieri. Pistoia mi ricorda Lo Snodo giornale on-line Arci e mi ricorda Libero oltre a farmi ricordare la Toscana. Insomma non è assolutamente vero che il vostro impegno è poca cosa anzi è tanto. I corleonesi dovrebbero adesso impegnarsi tutti insieme con la vostra solidarietà, ma i tempi non sono maturi.

Giuseppe Crapisi

Stranistranieri ha detto...

Davvero, come basterebbe poco prendere ad esempio paesi dove il rispetto delle regole diventa la base da cui partire per essere cittadini a tutti gli effetti! Per avere diritti ma anche doveri. E dove il controllo sociale ti aiuta a stare ai patti e dove chi non fa gli interessi del cittadino viene mandato a casa. La Germania, la Baviera in particolare, ma anche i paesi del nord Europa offrono esempi infiniti di cui gli amministratori delle istituzioni pubbliche dovrebbero farne tesoro.
La Toscana è solo un "pochino" meglio", ma alla fine tutto è relativo.
Anch'io vorrei un paese dove fosse importante "essere" e non solo "avere" e dove l'ignoranza fosse l'orrore più grande da combattere.
Daniela Tani

Redazione Dialogos ha detto...

Messaggio arrivato da Facebbok

Ho letto l'articolo pubblicato da te sul sito corleonedialogos è mi è piaciuto davvero tanto. ormai è quasi un anno e mezzo che vivo in toscana e scendendo a corleone per le feste ogni volta mi accorgo che c'è davvero qualcosa che nn va in questo paese che lo rende più arretrato rispetto gli altri paesi, quelli toscani per esempio. ci vorrebbero davvero quelle cose che il tuo ideale ti spinge a dire, di una corleone davvero di alto livello. Penso però che a corleone manchi davvero una cosa, che purtroppo senza la quale tutto quello che hai detto resta tale e non si trasforma i segni concreti. questa cosa è semplicemente spirito di iniziativa in modo tale da farsi sentire a tutta la popolazione, e non solo quella corleonese, da far capire che c'è gente disposte a sacrificare un qualcosa per arrivare a questo cambiamento. fare la voce grossa per far capire a quelli che stanno dentro l'amministrazione, opposizione compresa, che è ora di cambiare le cose. impegno costante della gente e cercare di coinvolgere molta piu gente. hai detto benissimo riguardo il clientelismo, ma su questo argomento penso che la cosa piu grave non è il politico che chiede il favore in cambio a qualcosa, bensì l'individuo che permette questo. certo molto spesso si fa per bisogno, perche purtroppo la ricchezza corleonese nn è pari a quella di una città della toscana per esempio, ma tutto dovrebbe partire proprio dalla gente meno abbiente. forse anche tutto questo è un'utopia.

tanti saluti dalla toscana, e ancora tanto piacere nel leggere i vostri articoli che sono quasi l'unico mezzo per tenermi sempre aggiornato sui problemi del NOSTRO paese.

Bilello Vincenzo

Redazione Dialogos ha detto...

Non sapevo fossi in Toscana una regione che mi è cara e davvero da un lato ti invidio per essere lì. Impegno costante, a chi lo dici. Lo faccio da sei anni mettendo in gioco famiglia, studio e lavoro, anche se so quello che faccio. Ci vorrebbero tanti più pazzi che ci stessero vicini e allora sei in pochi in questi anni abbiamo fatto quello che si e fatto pensa un'ssociazione di 100 ragazzi corleonesi. Potevamo davvero cambiare questa città. Invece si è in pochi e devo dire grazie che qualcuno si sta avvicinando a noi e ciò mi rende ottimista ma non c'è quello spirito che avveamo noi sei anni fa. Il problema principale è che non si riesce a progettare, i politici a noi vicini, sono lontani e lì il problema. Per me non è un'utopia ma si può cambiare anche lentamente, sono contento che ci segui. Un caro saluto

Giuseppe Crapisi

Anonimo ha detto...

Caro Giuseppe..ankio desidero insieme a te una corleone così...ma ahimè, come noi ben sappiamo, è molto diversa.
A noi nn resta ke continuare a lottare x cambiare anke solo una minima parte di ciò ke nn ci piace...e insieme ce la faremo :-)
ti voglio bene
lorena pecorella

salvoc ha detto...

ottimi ideali ,anch'io vorrei una corleone come la tua!!!!ma da dove incominciamo?

Redazione Dialogos ha detto...

Io inizierei a firmare i commenti, che ne dici?