mercoledì 28 gennaio 2009

Bonolis e i padrini, continua la diffamazione di Corleone


Premetto che ho grande stima per il conduttore televisivo Paolo Bonolis che presenterà il prossimo Festival di Sanremo. Ma non posso assolutamente accettare e non posso non criticare quanto da lui affermato. Negli ultimi quarant’anni i media hanno dato un’immagine di una Corleone che fosse identificata esclusivamente con la mafia. La mafia a Corleone c’è e c’è stata, ma certamente non è il paese che è stato rappresentato. Nell’ultimo decennio le cose stanno cambiando con giornalisti, uomini della cultura, che fanno emergere e ricercano la Corleone che non è solo mafia. Mi spiace sentire dire a Bonolis, parlando dei Big che accompagneranno le giovani proposte, che i padrini “non sono padrini altrimenti verrebbero tutti quanti da Corleone”. Io invito Bonolis come quanta più gente possibile a venire a Corleone, a conoscerla veramente e poi potere parlare senza il velo del pregiudizio. Io credo sia ripugnante sentire ancora oggi che si continui ad avere e a dare l’immagine di una Corleone come città idealtipo della mafia. Chissà quando l’Italia e il mondo acquisiranno consapevolezza generalizzata dei mali che ci hanno fatto.


Giuseppe Crapisi

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sicuramente sbagliano a parlare ancora di Corleone in qsto modo, anke perkè mi batto giornalmente cercando di fare capire ke nn è più così!!!!!!!!!!!
ma penso ke il fatto si Bonolis sia...giusto televisione....giusto battute!!!! non siate permalosi....l'autoironia è quelllo ke ci può rendere + forti...ovviamene non troppa!!!!!!

Redazione Dialogos ha detto...

Mi spiace per l'anonimato, penso ti sei dimenticato a firmare. Non siamo permalosi, stanchi si. l'autoironia la si fa da se stessi, questa non è autoironia ma la solita storia mafia = Corleone. Grazie per il commento

Giuseppe Crapisi

maxcor85 ha detto...

ciao ragazzi!
volevo rispondere riguardo la battuta di bonolis.
Ritengo che scagliarsi contro chiunque associ corleone alla mafia sia ormai "controproducente", per noi corleonesi.
Lo so che può sembrare folle, ma penso che dobbiamo essere in grado di riconoscere questa piaga del nostro passato, non come un'etichetta negativa ma come un elemento intrinseco della nostra cultura e identificativo del nostro paese.
Il pregiudizio fa parte del pensiero umano, non possiamo vietare alle persone di associare corleone alla mafia; tutti associamo per esempio ai milanesi l'etichetta di essere freddi, ai genovesi di essere tirchi, alle trevigiane di essere but....(c'è pure la canzoncina)e sicuramente non saranno tutti così. Per noi è la stessa cosa, molti pensano che siamo tutti mafiosi ma noi sappiamo di non esserlo. Inoltre la mafia corleonese non ha arrecato solo un danno a noi paesani ma a tutti gli italiani agli occhi del mondo. Purtroppo stiamo pagando gli errori della nostra storia. L'identità di un popolo cambia dopo anni e anni, forse generazioni, starà a noi dimostrare coi fatti(non solo con le belle parole) di essere cambiati. Cerchiamo di trarre proprio dalle critiche e dai vecchi pregiudizi la forza per cambiare, non la nostra fama, ma la nostra identità "mafiosa".

Massimo C.

Redazione Dialogos ha detto...

Caro Massimo condivido in parte ciò che dici. Nessuno di noi ha mai nascosto ciò che Corleone è ed è stata, ma nessuno può nascondere il fatto che su di noi si è creato una specie di effetto mediatico costruito appositamente. Non sono d'accordo che Corleone debba essere rappresentata così e penso che l'Arci, Libera, il Consorzio Sviluppo e legalità, le amministrazioni Comunali succedutesi negli ultimi vent'anni hanno dimostrato che Corleone è esempio anche di come si utilizzano i beni confiscati ad esempio e in pieno legame con il passato della Corleone che ha fatto nascere tanti Santi, uomini di cultura, con una storia che l'ha insignita Animosa Civitas e di uomini che sono morti per combattere contro la mafia. Per le belle parole ti dico solo che i fatti senza le parole sono fatti privati e che l'informazione può e deve aiutare a cambiare la cultura ma a fare conoscere la cultura di Corleone. Questo stiamo cercando di fare. Consapevoli di ciò che siamo. Anche tu senza cognome, predichi bene razzoli male, o forse non si vuol prendere le responsabilità delle belle parole. A parte questo utile il confronto

Giuseppe Crapisi

Redazione Dialogos ha detto...

Le cose che coso state scritte sono in parte tutte condivisibili..ma la mia esperienza però mi dice altro . sono pienemete d accordo con Giuseppe e devo dire che lavorando fuori Corleone e fuori dalla Sicilia , quando dico di venire dalla Sicilia e da Corleone la prima cosa che mi si dice "Minchiaaaaaaa da Corlene !?!?!!?" "Ti è piaciuta la fiction su Riina !?!?!?" e cosi via.
Nessuno mai mi dice " bello il paese di Placido Rizzotto della lotta alla mafia dei terreni confiscati !!!" bello il paese di Verro, delle 100 Chiese, e cosi via ".
Certamante non si può pretendereche tutti conoscano la storia millenaria di Corleone ma almeno appprofondire e conoscere quello che di bello c' è ed è sotto gli occhi di tutti.

Francesco Milazzo