giovedì 4 dicembre 2008

La Carovana Antimafie passa da Corleone


E’ da qui che è partita qualche anno fa la Carovana Antimafie ed è da qui che oggi è ripassata!Quest’anno è partita da Belluno per fermarsi qui in Sicilia, a Comiso, e vede, anche quest’anno come protagonisti, tre importanti associazioni unite per combattere la mafia: Libera, Arci e Avviso Pubblico.L’incontro si è svolto all’interno dell’aula consiliare del Comune di Corleone durante il corso della mattinata e vi hanno partecipato, oltre al Sindaco e ad alcuni assessori e consiglieri comunali, anche l’Onorevole Rita Borsellino e altri ospiti, rappresentanti di varie associazioni. Inoltre, hanno partecipato alcuni ragazzi dell’Istituto Don Giovanni Colletto e altri cittadini corleonesi. Durante il corso della mattinata si sono affrontati vari temi ai quali si è discusso insieme, dando vita ad un dibattito davvero costruttivo. Ovviamente, il tema principale era l’Antimafia.Antimafia che, tutti d’accordo, bisogna fare piuttosto che dire. Antimafia che, oggi, possiamo fare con tutti i mezzi che vogliamo e che ancora, purtroppo, non viene presa molto sul serio da tutti.Molto toccante l’intervento del Sindaco Antonino Iannazzo, che ha constatato che a Corleone, ultimamente, qualcosa si è mosso e continua a muoversi.Altrettanto interessante, come ogni intervento del resto, la testimonianza di Rita Borsellino, la quale ha sentito molto da vicino la crudeltà della mafia, per cui non si è fermata ma ha portato avanti il sogno del fratello Paolo.Quello che, però, ha smosso un po’ più le coscienze di tutti noi ragazzi presenti è stato l’intervento di un giovane rappresentante di Liberainformazione che ha parlato del legame interdipendente tra “formazione” ed “informazione”, di un mezzo informativo come strumento di educazione e formazione delle personalità e delle menti di tutti noi. Ha parlato di una semplice “penna” come mezzo pericoloso ai mafiosi, perché è la penna che fa paura, la penna usata contro di loro, per denunciarli e informare la gente del loro operato quotidiano, non le sbarre o le carceri. Ha parlato di un’informazione che va sempre più crescendo all’interno delle scuole e delle associazioni, di piccoli giornali locali e piccoli giornalisti che potranno diventare grandi giornalisti che non hanno paura di scrivere quello che pensano e quello di cui sono sicuri.Sono stati ricordati, inoltre, vittime della mafia come Verro, Rizzotto, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Falcone e Borsellino.Da ogni intervento abbiamo imparato molto. Quella di oggi è una giornata da ricordare perché oggi, con le nostre parole e i nostri pensieri abbiamo fatto antimafia…Parole e pensieri che dovranno diventare fatti e dovranno farsi avanti insieme a questa carovana antimafia che non è venuta a farsi una passeggiata ma a farsi punto di partenza per un radicale cambiamento culturale.

Lorena Pecorella

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