martedì 4 novembre 2008

Corleone presentato il progetto Libera terra mediterraneo




Mercoledì 29 ottobre a Corleone presso il CIDMA è stato presentata Libera Terra Mediterraneo che è un nuovo soggetto imprenditoriale che consorzia le cooperative di Libera e altri soggetti imprenditoriali che in questi anni hanno iniziato un processo di collaborazione con la rete di Libera. A moderare la presentazione c’era Giuseppe Gullo Presidente Legacoop Agroalimentare Sicilia che ha dato la parola al Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, Lucio Cavazzoni, per i suoi saluti. Il neo presidente di Libera Terra Mediterraneo ha parlato del nuovo soggetto che rappresenta, dicendo che è un consorzio tra le cooperative di Libera, i produttori, tra cui Alce Nero Mielizia, i soggetti finanziari, come Coop Fond e Banca Etica, e la collaborazione dell’associazione Slow food. Lui ha voluto spiegare quali sono gli obiettivi prefissati: organizzare la produzione, commercializzazione come unica impresa, essere punto di riferimento agli agricoltori e imprese che condividono le regole di correttezza. Importante la presenza di Tommaso Marino vicepresidente di Banca Etica che da più di dieci anni è a fianco delle cooperative di Libera che gestiscono i beni confiscati alla mafia e di Piero Sardo Presidente di Slow Food. Ma ospite d’onore è stato il viceministro dell’agricoltura familiare del Brasile Humberto Oliveira che ha parlato dell’agricoltura brasiliana dicendo che quella estensiva è uno dei punti di forza dell’economia brasiliana per l’export, ma che allo stesso tempo esiste un’agricoltura di tipo familiare e che il suo ministero si occupa proprio di ciò. Per tale motivo è venuto in Italia per promuovere uno scambio di idee e progetti. Ha detto che Libera Terra non solo è un progetto di riscatto e di produzione agricola, ma si fonda sul rispetto dei diritti e così ha parlato del Governo Lula del Brasile che in questi anni ha dato la terra a 500 mila persone. Ma ancora ci sono latifondi in cui i lavoratori vivono in schiavitù e per il Brasile ciò è una vergogna. Quindi la confisca dei beni che in Sicilia si fa contro la mafia, potrebbe esser utilizzata in Brasile contro chi utilizza ancora, come forza lavoro, il sistema della schiavitù. Il vicepresidente ha detto che dall’Italia il Brasile può importare e favorire il sistema cooperativo, infatti, lì hanno solo il 10% delle cooperative che ci sono in Italia eppure il Brasile ha una popolazione circa quattro volte superiore a quella italiana. Il Brasile però può essere d’esempio sull’importanza del conservare la biodiversità delle popolazioni, etnie, lingue, tradizioni delle comunità rurali. Ha ringraziato Libera per avergli dato la possibilità di conoscere questa esperienza e ha detto che si farà portavoce di questa realtà in Brasile e a livello internazionale, dicendo che non sono soli e ci sarà l’appoggio del Brasile. Insomma una conferenza di spessore per questa nuova realtà. Per noi di Dialogos questo nuovo soggetto è visto davvero con grande interesse, perché è in piena sintonia con la nostra proposta fatta a Libera proprio di allargare il progetto Libera Terra a imprenditori sani e consapevoli che vogliono aderire al progetto e che rispettano alcune condizioni di legalità e trasparenza, oltre a schierarsi pubblicamente contro la mafia. Infatti, come abbiamo già detto Libera Terra Mediterraneo vuole aprirsi a nuove collaborazioni verso gli agricoltori del territorio che condividano una idea di qualità fondata su produzioni che siano buone, pulite e giuste. Quindi possiamo dire che davvero adesso l’antimafia può iniziare quel riscatto della nostra terra che può portare anche sviluppo economico e quindi ricchezza e lavoro per tutti. Tutti questi sono strumenti che possono davvero funzionare.

Giuseppe Crapisi


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