venerdì 31 ottobre 2008

Sciopero Generale della Scuola e dell’Università. Studenti e lavoratori uniti contro il governo


Ci si aspettava per giovedi grande adesione alla sciopero generale indetto dai sindacati ma di certo non ci si immaginava una manifestazione di così ampia portata per le vie del centro storico di Palermo. Sono partiti due cortei uno da Piazza Croci, quello dei sindacati e i ragazzi delle superiori, l’altro da Ingegneria, quello degli universitari, fino al Politeama. Io non voglio dare numeri ma vedere Via Roma come un fiume in piena e non vedere dove finiva il corteo è stato impressionante. Striscioni, cori contro la Gelmini e il governo. Infatti, la manifestazione si è svolta dopo l’approvazione del decreto Gelmini ma ciò sta proprio a significare che non si ha alcuna intenzione di mollare. Per l’Università inoltre ancora la legge 133/2008 non è stata approvata e quindi a maggior ragione il movimento degli universitari continuerà a manifestare contro. A Palermo si stanno raccogliendo le firme per continuare nella sospensione della didattica almeno per un’altra settimana e continuare a protestare. Intanto la Facoltà di Scienze Politiche ha fatto una settimana di occupazione, l’unica di tutto l’Ateneo, e dopo un incontro con il Preside Miranda si è deciso che oggi finirà l’occupazione e continuare la protesta insieme alle altre Facoltà. Per la scuola siamo in un autunno caldo è il governo sordo alle richieste di milioni e milioni di cittadini. Per tale motivo si continuerà a manifestare il dissenso verso la politica di questo governo e si apprende con piacere che l’IDV e il PD sono pronti per raccogliere le firme per il Referendum abrogativo. Il governo dovrà capire prima o poi che lo scontro non porta a cose positive e che si paga in termini di consenso. In quel momento il Presidente del Consiglio forse capirà di avere sbagliata e la finirà di fare battute da buffone e avrà rispetto per chi scende in piazza per manifestare.


Giuseppe Crapisi

1 commento:

alfonso ha detto...

L’ottima svolta referendaria del Pd contro la porcata Gelmini (a proposito: perché non anche contro la porcata Alfano?) ha gettato nel più cupo sconforto l’on. Marco Follini, indimenticato ex vicepresidente del Consiglio del governo Berlusconi-2bis. Già aveva maldigerito la manifestazione del Circo Massimo che, diversamente da quelle che lui organizzava con l’Udc contro il centrosinistra, non gli è piaciuta per niente: sabato scorso, per evitare il collasso alla vista di tanta gente, si è tenuto ai margini della piazza, limitandosi a un’occhiatina di sfuggita ogni tanto. Ora però, alla parola “referendum”, s’è proprio sentito male. «E’ un inseguimento a Di Pietro, il Pd che si abbandona al radicalismo contraddice se stesso». Dove stia scritto che fare un referendum contro una legge sbagliata sia indice di pericoloso “radicalismo”, lo sa solo lui, visto che la Costituzione lo prevede come la quintessenza della democrazia. Ma la sua ossessione è Di Pietro: chiunque protesti contro le quotidiane porcherie del governo, a suo avviso «insegue Di Pietro», il che non va affatto bene (ma solo ora: sei mesi fa Follini veniva paracadutato alla Camera nella coalizione Pd-Idv). Ma soprattutto - sostiene Follini - il referendum sulla scuola che ricompatta Pd, Idv e Sinistra «è un regalo a Berlusconi, che non vede l’ora di avere un’opposizione radicale». Chissà perché i killer berlusconiani attaccano ogni giorno chiunque faccia un’opposizione radicale, risparmiando regolarmente Follini. Forse lo temono a tal punto che tremano al solo pensiero di nominarlo.