venerdì 17 ottobre 2008

Io, il fu Nino Miceli


Venerdì pomeriggio si è tenuto uno dei tanti incontri organizzati per i volontari del progetto Liberarci dalle Spine che sono a Corleone per dare una mano concreta ai soci della Cooperativa Lavoro e non solo. Ma questa volta è stato davvero importante la testimonianza e la presentazione di un libro memoria da parte di Nico Miceli. Lui siciliano di Gela è stato uno dei pionieri della rivolta contro il pizzo e che racconta ciò che questa scelta ha significato per lui e ciò che la mafia è. A presentare Nino Miceli è stato Dino Paternostro che ha parlato della lotta contro il racket e dell’importanza di essere in un bene confiscato alla mafia a Corleone. Miceli ha raccontato di essere a Corleone e che per lui qualche anno fa era impensabile ed è segno che le cose cambiano anche se lentamente. Ha raccontato che tutto iniziò nella sua concessionaria Lancia quando venne un tizio, che poi si rivelerà il capo mafia di Gela, per acquistare una macchina e quando dovevano contrattarla lui gli disse: ma tu lo sa chi sono io? Nino Miceli rispose non lo so e non lo voglio nemmeno sapere. Sembrava fosse finito lì, invece avviene dopo qualche tempo un incendio che provoca danni per 100 milioni. Allora poi ritornano e inizia a pagare il pizzo ma il signor Miceli inizia a registrare tutte le conversazioni. Un giorno le forze dell’ordine fanno delle perquisizioni e trovato un libro paga della mafia dove c’erano i nomi di cinquanta commercianti. Allora Miceli pensa che adesso tutti si ribelleranno e invece è solo lui che denuncia. Da lì cambia la sua vita, vita da testimone di giustizia. Acquista una macchina blindata che gli serve per la durata del processo e che permette l’arresto di tutti i mafiosi. Ma dopo Nino e la sua famiglia è costretta ad andare in un luogo segreto e sotto altri nomi. Ci racconta cosa ha significato ciò per i suoi figli uno che aveva diciotto anni e che era fidanzato a Gela. Di lì racconta la vita di un uomo che ha fatto la cosa giusta ma che deve ogni giorno sapere chi è, perché è due persone nello stesso tempo, uno che è dovuto andare via perché gli hanno privato la libertà. Ha raccontato che iniziano anche le incomprensioni e che ha portato anche alla separazione con la moglie. Ecco perché Il libro si chiama Io, il fu Nino Miceli. Alla fine ha detto che lui rifarebbe quello che ha fatto e che oggi la Sicilia per fortuna sta cambiando anche grazie a una legislazione più favorevole nei confronti degli imprenditori che denuncino e che subiscono dei danni. Una bella testimonianza per i giovani volontari e per tutti quelli che abbiamo ascoltato. Non mi resta che ricordarvi che è possibile leggere il libro Io, il fu Nino Miceli – Storia di una ribellione al Pizzo.

Giuseppe Crapisi

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