domenica 26 ottobre 2008

Cittadinanza onoraria ai corleonesi con la C maiuscola!

Giovedì mattina nella sede della Cooperativa Lavoro e non solo, ex bene confiscato ai nipoti di Riina, a Corleone c’è stato il riconoscimento da parte del Comune di Corleone dell’importanza per il nostro paese del progetto Liberarci dalle Spine e del lavoro fatto in questi anni dai soci della Cooperativa e dall’Arci nel restituire alla collettività i terreni e gli immobili che, qualche anno fa, erano in mano alle famiglie mafiose dei Riina, Provenzano e Brusca. Infatti, il Sindaco Iannazzo ha dato la cittadinanza onoraria a Calogero Parisi Presidente della Cooperativa Lavoro e non solo e a Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana e coordinatore del progetto. Ma non ci si è limitati a questo, infatti, cittadinanza onoraria a tutti i giovani che in questi quattro anni hanno partecipato ai campi di Liberarci dalle Spine. Per l’evento eccezionale c’erano molti assessori e anche il Presidente del Consiglio Comunale che ha voluto ringraziare i ragazzi presenti perché hanno insegnato ai giovani corleonesi come si combatte la mafia. Poi il Sindaco prima di dare formalmente la cittadinanza onoraria ha voluto fare un intervento: “Pascucci e Parisi possono essere considerati corleonesi con la C maiuscola. Abbiamo voluto dare la cittadinanza a loro, su proposta del Consigliere Paternostro, perché sono stati un esempio sul riutilizzo dei beni confiscati”. Ha voluto ringraziare i ragazzi volontari che vengono a Corleone per dare una mano ai soci, mentre potrebbero andare in vacanza. “I ragazzi non solo aiutano nei campi ma ci aiutano a portare fuori una Corleone aperta”. Si è voluto ringraziarli facendoli diventare cittadini di Corleone. Calogero Parisi ha detto che come Presidente e come uomo è un bel giorno, ha ringraziato l’amministrazione comunale per essere vicina a loro, però il ringraziamento più sentito l’ha fatto ai soci della cooperativa. Pascucci invece ha detto che le motivazioni di questo progetto è stata la voglia di cambiamento e la casa che era di un mafioso oggi è la sede della cooperativa dove sono venuti tanti giovani che hanno acquisito tanta esperienza e tanta serenità perché hanno scoperto che a Corleone ci sono i mafiosi ma anche chi vuole combattere la mafia. Un saluto anche dalla professoressa Patrizia Peccianti dell’Istituto d’arte di Siena che con i suoi studenti sono a Corleone per l’ultimo campo. Infine la studentessa Francesca Focarelli ha spiegato il senso delle opere artistiche realizzate proprio da loro studenti per donarli alla cooperativa e abbellire quest’ostello che ospiterà tanti altri giovani nei prossimi anni. I corleonesi aumentano e per una volta l’Italia non dovrà temere di questo fatto perché stavolta esportiamo esperienza sul riutilizzo dei beni confiscati, sulla lotta alla mafia, sulla socializzazione e sul riscatto di un territorio conosciuto solo per la mafia.

Giuseppe Crapisi

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