domenica 24 agosto 2008

La potenza Russa difende l’autodeterminazione dei popoli e l’occidente insorge perché pagato con la stessa moneta


Finalmente ho la possibilità di poter scrivere sulle relazioni e politiche internazionali. Ahimè tale possibilità mi è data dalla guerra Russo – Georgiana. Penso che tale conflitto non sia ancora concluso e debba essere approfondito. Tale conflitto ci porta a riflettere sullo scenario delle forze politico militare del terzo millennio che vede il cd occidente cedere il passo all’Asia come nuovo centro del mondo. La Georgia è uno dei più stretti alleati degli USA e della NATO, ma si trova in una zona d’influenza della Russia che la circonda. Comunque il tutto è peggiorato con la decisione degli USA di creare uno scudo spaziale di difesa che interessa anche paesi ex sovietici, come l’europea Polonia. Sostanzialmente però tale scudo non è altro che il posizionamento di missili puntati contro la Russia e quindi diventa una minaccia per la stessa. A risposta e a conferma di ciò adesso si sente dire che la Russia equipaggerà i sottomarini del baltico con testate nucleari. La Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica è passata da paese egemone quanto gli USA a paese in crisi economica, con una classe politica corrotta, con un potere in mano ad un’oligarchia dei servizi segreti ex comunisti in cui le libertà sono stati e sono un optional. Ma in una decina di anni è riuscita a ritornare un grande paese, grazie alle enormi entrare derivanti dall’esportazione del gas di cui la Russia è ricca e grazie alla loro esperienza nel campo militare. Quindi oggi è ritornata a essere una grande potenza. Ma vediamo cosa è successo in Georgia. In sostanza dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Georgia ha dichiarato l’indipendenza ma al suo interno c’erano dei territori i cui abitanti sono al 90% filorussi, Ossezia del Sud e Abkhazia. Questi negli anni hanno combattuto per ottenere la loro libertà e indipendenza dalla Georgia appoggiati dalla Russia. Insomma queste due regioni formalmente sono della Georgia ma sostanzialmente sono sotto influenza Russa. La Georgia è allora entrata con le proprie truppe in Ossezia del Sud per riaffermare la propria sovranità ma ciò ha portato alla dichiarazione di guerra da parte della Russia a sostegno delle popolazioni filorusse dell’Ossezia del Sud, aprendo un altro fronte nell’Abkhazia. Sta di fatto che Mosca in appena tre giorni ha riconquistato le due regioni ed è penetrata nel territorio Georgiano, fermandosi solo con la scesa in campo di Sarkozy Presidente di turno dell’Unione Europea. Per il diritto internazionale la Russia ha utilizzato lo stesso metodo usato da USA e Europa per il Kosovo, cioè favorire l’autodeterminazione dei popoli e tutelando le popolazioni che attuano tale principio. Solo che il Kosovo era appoggiato da USA ed Europa ed era territorio della Serbia, storico alleato della Russia, mentre oggi i ruoli si sono ribaltati. Nemmeno il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è riuscito a dire la sua e ciò dimostra l’esigenza di una sua riforma. Ma come ho già detto per il diritto internazionale la Russia ha applicato un principio sancito nella Carta delle Nazione Unite e che è già stato applicato per il Kosovo ed ecco perché la Russia si ritirerà dalla Georgia e non da queste due regioni che saranno riconosciute dalla stessa come stati sovrani e indipendenti. La Russia e la Cina sono e saranno i prossimi protagonisti e sembrano che si avviano ad una forte alleanza per adesso economica ma che potrebbe divenire anche militare. La Cina ha i soldi e investe in armi vendute dalla Russia, ma insieme sia geograficamente e sia numericamente fanno paura, sono dei colossi. Eppure l’Europa dorme sonni tranquilli, non è ancora uno Stato e non ha alcuna politica estera, dipende dagli USA. Ma non può esistere forza economica senza sostegno di forza militare, che non per forza deve servire per fare guerre ma può e deve servire come forza di deterrenza e se è il caso anche di difesa. Ma ahimè sia gli stati che i cittadini sono scettici e continuano a bocciare ogni forma di costituzione? Bisogna guardare avanti e creare l’Europa come stato sovrano.

Giuseppe Crapisi

2 commenti:

alfonso ha detto...

L’Ossezia del sud è una regione della Georgia. Così come la Cecenia è una repubblica della Federazione russa. Dalla fine dell’Urss l’Ossezia meridionale si è proclamata indipendente. Lo stesso aveva fatto la Cecenia, per piegare la quale l’esercito russo ha scatenato due guerre. La seconda delle quali, pur vittoriosa, ha ucciso un decimo della popolazione cecena.
In questi anni la Russia ha lavorato pesantemente ai fianchi della Georgia. Qualche mese fa ha deciso rapporti commerciali stabili con le repubbliche secessioniste ed ha distribuito a piene mani passaporti: di fatto, quindi, l’attacco dei soldati georgiani è stato rivolto contro “cittadini russi”. La forza di interposizione (i cosiddetti caschi blu) è composta solo da soldati russi. È una forza di interposizione farsa che protegge solo una parte. Lo stesso avviene in Transnistria, provincia secessionista della Moldavia (che ora si chiama Moldova). Sono terre russofone e filorusse, che Mosca ha sempre foraggiato per mantenere instabili i paesi confinanti, per tenerli sotto giogo. La Moldova sembra aver capito l’antifona e si sta riavvicinando alla Russia di Putin. La Georgia, no. La Georgia guarda agli USA ed avrebbe stabilito volentieri relazioni con Bruxelles, ma l’Unione Europea dorme e non capisce quel che gli succede intorno. La Georgia non ha capito la lezione con le buone e ora la Russia passa alle maniere forti, con una reazione sproporzionata. L’ex tenente colonnello del Kgb sta facendo vedere in queste ore chi comanda a Mosca. È Putin a rappresentare la Russia ai giochi olimpici. È lui qualche ora dopo ad atterrare vicino allo scacchiere di guerra. È lui che decide di far bombardare villaggi georgiani a decine di chilometri dall’Ossezia del Sud.
Giornali e tv italiane hanno ricordato in queste ore come dalla Georgia passi uno dei pochi oleodotti che porta petrolio dall’Asia all’Europa (via Turchia) senza attraversare la Russia. L’Unione europea vorrebbe in realtà che anche il gas arrivasse più o meno per lo stesso tragitto. Il progetto di Bruxelles si chiama Nabucco. Ma è un’opera che difficilmente verrà messa in scena. La Russia di Putin con Gazprom ha blindato i paesi che detengono i giacimenti e ha convinto alcuni paesi europei a creare un gasdotto che passi sempre dalla Russia saltando altre nazioni che sognano l’Occidente (leggi Ucraina tornata “arancione”). Questo progetto di gasdotto (South Stream il suo nome) è stato progettato non solo dai russi ma anche da noi italiani, dall’Eni, ovviamente. Il conflitto che in queste ore si sta scatenando nel Caucaso non ci deve essere quindi così indifferente, né è così distante come sembra.
Dal crollo dell’Unione sovietica, Mosca e Washington hanno continuato la loro “guerra fredda”. Bruxelles sembra sempre il pompiere addormentato che si accorge dell’incendio quando ormai la casa è avvolta dalle fiamme. Il conflitto covava da mesi. Possibile che nessuno dei numerosissimi politici e funzionari europei se ne sia accorto? E ora cosa faranno? Manderanno un po’ di soldati danesi a brindare con i generali putiniani? O finalmente diranno qualcosa senza aspettare che la Casa Bianca (quella americana, non quella dove ora sta Putin) dia la linea?
La Russia da anni prova a vedere fino a che punto può sfidare le coscienze europee. Nessuno ha detto niente per le guerre cecene (fatte in violazione di qualunque codice militare) e al Cremlino sembrano convinti che nessuno si strapperà i capelli nemmeno per i georgiani i quali, poveri illusi, da anni sventolano la bandiera europea alle finestre.
A quale prezzo l’Europa è disposta a pagare il gas russo?

Alfonso Picciullo

Antonio Candeliere ha detto...

non potrà mai esistere un'europa forte senza una russia forte e vicina a Bruxelles.