venerdì 11 luglio 2008

La Società Nuova

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Grazie all’impegno di un gruppo di volenterosi pionieri, il club viene “rifondato”, ossia viene ricostruito sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista legale pur mantenendo il nome che aveva assunto nell’inverno 1923. Viene fatta una prima raccolta tra le famiglie originarie di Bolognetta abitanti a Garfield, Lodi, Patterson e dintorni: ciascun capofamiglia versa un contributo volontario (50 dollari) e due sedie per ridare vita al circolo che seguiva nella migrazione i bolognettesi. A pochi giorni dalla festa in onore del Santo vanno dal notaio John J.Greco di Riverdale Giuseppe Leto fu Santo e Frank Oliveri, che abitano a Lodi, Tommaso Bordonaro ed Antonino Sclafani, abitanti a Garfield, e Guglielmo Saverino domiciliato a Paterson: i cinque fondatori firmano il “certificate of incorporation”, con cui attestano la formazione di una società secondo le leggi vigenti nello stato del New Jersey, che prende il nome, in perfetta continuità con la ragione sociale precedente, di “Society S. Anthony of Padua of Bolognetta” e che in alcuni documenti verrà indicata come “S. Anthony’s Society of Padua”, oppure “S. Anthony Society of Garfield”,“Società Cattolica S. Antonio da Padova protettore dei Bolognettesi” ovvero ”Society San Antonio di Padova”: per tutti i nostri emigrati è semplicemente il clobbo, il Club. Tale aggregazione, afferma il documento notarile, ha per finalità fondamentali “la conservazione della dottrina e dei principi cattolici, fornire mutua assistenza e aiuto economico agli iscritti, promuovere e potenziare lo sviluppo delle finalità educative dei soci, acquistare e contrattare, ai fini di possedere o prendere in affitto proprietà immobiliari e provvedere al mantenimento di una sede di riunione della società con annessi mobili ed arredi”. Primo presidente viene eletto Giuseppe Leto, anche perché come superiore della preesistente Società di S. Giuseppe che ha dato prova di impegno ed attivismo. Resterà in carica quattro anni. Vice presidente è Rosario Di Piazza, che diventerà presidente dal 1969 al 1972 e poi nel 1976. Tesoriere è eletto Giuseppe Bordonaro, figlio maggiore di Tommaso. Quest’ultimo impegnato in tre diversi job (di notte in una fabbrica di aerei, di giorno presso un’industria meccanica, nel weekend all’impianto idrico comunale) ha poco tempo libero e rinuncia ad ogni carica sociale (solo nel 1977 avrà la presidenza del Club). Collaboreranno con il presidente Antonino Sclafani fu Filippo, che per un trentennio sarà il solerte e attivo tesoriere del sodalizio e custode delle sue memorie, Salvatore Di Peri, Giovanni (Giuseppe) Azzara, poi presidente dal 1973 al 1975. Questi ultimi due, impegnati in un lavoro di notte hanno di giorno la possibilità di informarsi per cercare un appezzamento di terreno per costruirvi la sede del Club. Infatti, grazie ad un prestito fatto alla Società da parte di alcuni associati, viene acquistato il terreno dal Comune di Garfield, costruito l’edificio e aperta l’attività sociale. Nel 1970 una speciale Commissione, presieduta da Rosario Di Piazza, classe 1938, per molti anni presidente del Club, e composta da Mack Zuccaro, Antonio Brancato, Antonio Pepe, Giuseppe Leto, Giuseppe Bordonaro, Giuseppe Lo Cascio e Frank Saverino prepara un nuovo statuto, che viene discusso e approvato all’unanimità nell’assemblea dei soci tenuta l’8 marzo di quell’anno. Il nuovo regolamento, composto da trentasette articoli, prevede i doveri ed i diritti dei soci, l’assegnazione degli incarichi ai dirigenti ed i loro compiti, le modalità di funzionamento della società. Molte regole ricordano la solidarietà che è sempre scattata tra gli emigrati nel momento del bisogno e che sono probabile retaggio del Club newyorchese: chi ha notizie sul ricovero in ospedale o sul decesso di un socio è tenuto a darne tempestiva notizia al presidente del club, che si premurerà di effettuare una visita al malato o ai familiari. Il Club nel corso del tempo istituisce delle borse di studio per i giovani meritevoli delle scuole superiori di Garfield sostenendoli nelle spese per il college e realizza alcuni appuntamenti fissi ogni anno: la processione e la festa di S.Antonio, affidati ad un gruppo di soci che ne studia ogni dettaglio e si attrezza di conseguenza; dal 1986 il pic-nic di mezza estate con cui le famiglie dei soci trascorrono una giornata spensierata immersi nel verde di una località montana; il dinner-dance, la serata danzante d’autunno, accuratamente preparata, anch’essa, da un apposito comitato, durante il quale vengono segnalati con il titolo di man of the year, uomo dell’anno, i componenti della comunità che si sono particolarmente distinti nell’attività professionale o nell’impegno civile. Viene in quell’occasione distribuito l’annual book, elegante volume contenente il messaggio del presidente, l’elenco dei soci e delle cariche sociali, delle ditte che hanno contribuito alla iniziativa. Il sodalizio raccoglie ormai circa 150 associati, di cui molti “bolognettesi acquisiti” e riesce a convogliare nell’annuale dinner-dance anche seicento ospiti. Anche se le donne hanno sempre partecipato con impegno ai grandi momenti della vita della comunità, soprattutto a quelli religiosi, la storia del Club nelle sue varie fasi era stata scritta ufficialmente solo dalla componente maschile dell’emigrazione bolognettese, proseguendo una tradizione presente nel paese per cui si parlava fino ad una certa epoca solo di “fratelli” come componenti le diverse congregazioni religiose. I mutamenti di costume e soprattutto una nuova consapevolezza delle donne, portano nell’aprile 1968 la componente femminile delle famiglie originarie di Bolognetta ad organizzare una sezione del Club a loro riservata che prende il nome di “S.Anthony’s Society Women’s Auxiliary”. La prima storica riunione risale al 28 maggio di quell’anno, per iniziativa di Angelina Pepe, eletta presidentessa; di Rosa Bordonaro, vice presidentessa; di Girolama Rinaldi, tesoriera; di Paola Sclafani, segretaria di corrispondenza, di Harriet Pepe, segretaria di finanza, e tante altre. La società organizzò poi nel mese di novembre una grande festa d’inaugurazione, che portò ad un numero notevole le iscrizioni. Le attività di beneficenza impegnano notevolmente le socie: donazioni alle persone in stato di bisogno ed all’Istituto “Figlie della Croce” di Bolognetta, aiuti a favore dell’Association of Retarded Citizens e della chiesa di Montevergini di Garfield. Negli anni successivi hanno guidato l’associazione Maria Di Piazza e Anna Maria Lo Cascio. Oltre a collaborare fattivamente a tutte le iniziative del ramo maschile, il club femminile organizza ogni anno degli appuntamenti fissi: la “tredicina” in preparazione dei solenni festeggiamenti in onore del santo patrono, la festa di San Valentino nel mese di febbraio, il pic-nic estivo, la festa di Natale.

Santo Lombino (8-continua)

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