giovedì 5 giugno 2008

Priorità del Governo La sicurezza ma non dalla mafia


Il Governo Berlusconi al primo Consiglio dei Ministri ha voluto lanciare il suo piano per la sicurezza tutto incentrato sui reati commessi dagli immigrati. Da un lato, non vi è alcun dubbio che questo sia uno dei problemi che sta alla base i reati comuni. Immigrati che, non avendo alcuna occupazione, sono costretti a delinquere. Ma è pur vero che, in Italia e al Sud, il problema principale rimane la pervasività del sistema mafioso. Ricordo le immagini del campo di Rom di Napoli cui hanno dato fuoco. Giustizia sommaria e caccia alle streghe. Ma chi è stato? Io penso che chi abbia agito è stata proprio la Camorra che lancia il suo messaggio: siamo noi che vi proteggiamo e che facciamo giustizia qui, non lo Stato. Infatti, lo Stato altro non ha potuto fare che evacuare il campo e darla vinta alla Camorra che ha acquisito ancora più consenso e legittimità. Poi a Napoli dove sembra il Far West, dove negli anni passati c’è stato un morto al giorno non abbiamo mai visto una rivolta popolare. E si dice che il problema sono i Rom? Ma questo messaggio, che i delinquenti sono gli immigrati, ha portato alla caccia degli immigrati, in tutta Italia. Io non entro nel merito delle norme del decreto sulla sicurezza, ma, a mio modesto avviso, sono inefficaci. Aumenteranno gli arresti, le carceri si riempiranno e poi manca, sempre, la certezza della pena. Allora prima di tutto il problema rimane quello di fare una riforma della Giustizia che velocizzi i processi, depenalizzi i reati meno gravi e che si sancisca il principio della certezza della pena, cioè chi commette reato deve esser condannato e deve espiare la pena. Questo deve valere per tutti, per l’immigrato come per l’italiano, per il mafioso come per il trafficante. Poi lanciare il messaggio che la sicurezza in Italia è messa in pericolo dagli immigrati, è una barzelletta ed è la conferma che per questo governo la lotta alla mafia non è una priorità. Se ne parla a parole invece serve oltre alla riforma della giustizia una parziale modifica della legge sulla confisca dei beni della mafia. La mafia è la più grossa azienda d’Italia, controlla i traffici di droga, di armi, di esseri umani, estorsione, appalti pubblici ecc... che fruttano un’enorme quantità di flusso di capitali che vengono reinvestiti in attività legali. Ciò droga il libero mercato non solo al sud, non solo in tutta Italia, ma ormai gli investimenti della mafia sono internazionali. Mentre questo messaggio contro gli immigrati è grave, bisogna distinguere tra chi è venuto in Italia per lavorare, chi è perseguitato politico, da chi è qui per delinquere. Lo Stato deve fare quello che è: uno dei suoi compiti fondamentali, infatti, è quello di assicurare la giustizia e avere il controllo sugli atti violenti, ma senza discriminazioni. Mentre l’intervento del Governo è a mio avviso inefficace, ha lanciato un messaggio razzista e infine emerge che la lotta alla mafia non è prioritaria. Ma questo lo sapevamo già.


Giuseppe Crapisi

3 commenti:

Stranistranieri ha detto...

Lo sapevamo già, appunto, e lo sapevano anche i grandi poteri che convogliano i voti su chi andrà in una certa direzione. Adesso ne vedremo delle belle sul grande ritorno del nucleare e già per il ponte sullo stretto si stanno fregando le mani in parecchi. Cosa vuoi che interessi sostenere un centro antimafia in un luogo dove i mafiosi se la ridono?

alfonso ha detto...

Benedetti interessi

Per don Franco Barbero l'incontro tra Berlusconi e Ratzinger darà pericolosi frutti concreti: "La chiesa benedirà le grandi opere dello stato e lo stato finanzierà le grandi opere della chiesa". Che pretende ancora più soldi e privilegi. E questa è l'unica vera sicurezza.

alfonso ha detto...

Alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è cominciato il ventinovesimo congresso dell'Associazione nazionale magistrati. Ad accogliere il capo dello Stato, il presidente dell'Anm, Luca Palamara, che nel suo intervento è tornato a bocciare l'ipotesi della superprocura sui rifiuti in Campania. Ha detto poi che il reato di clandestinità produrrà "gravissime disfunzioni" al sistema giudiziario e a quello delle carceri. E ha aggiunto che per quel che riguarda poi i "piccoli uffici dell'Italia del Sud sarà impossibile celebrare ogni giorno centinaia di udienze di convalida e processi per direttissima". Quindi l'Anm avverte delle pesanti conseguenze che derivano da questa innovazione legislativa e di fatto boccia la mossa fatta dal governo. Sempre Luca Palmara ha spiegato che, a parte tutte conseguenze negative che si trascinerebbe dietro questa legge, non ci sarebbe nessun "reale beneficio in termini di effettività delle espulsioni e riduzione del fenomeno di immigrazione clandestina". L'Anm si dice preoccupata dall'aggravante prevista per i clandestini nel decreto sicurezza. Poiché un aumento di pena "in ragione della condizione soggettiva del colpevole determina una incompatibilità con il principio di uguaglianza".