sabato 3 maggio 2008

A Portella delle Ginestre sotto tono

L'album fotografico
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Come ogni anno per il primo maggio siamo partiti da Corleone per andare a Portella delle Ginestre. E’ un giorno della memoria e nello stesso tempo un giorno di festa. Quest’anno anche noi eravamo in pochi. Io, Fabio e le rispettive fidanzate. Arrivati a Portella ci siamo accorti che lo scoraggiamento che in questi mesi pervade gli ambienti di centro-sinistra era arrivato anche lì. Si rispetto agli altri anni la manifestazione di Portella è stata sottotono. Qualcuno ci chiede spesso: ma ogni anno sempre a Portella andate? Noi andiamo non solo perché è il giorno della Festa dei Lavoratori che quest’anno è dedicata alle numerose vittime sul lavoro, ma anche perché a Portella si ricordano quelle 11 vittime di 61 anni fa. Era il primo maggio e da pochi anni i contadini avevano potuto festeggiare nuovamente e liberamente dopo gli anni del regime fascista. Erano uomini, donne, bambini e anziani che festeggiavano il loro giorno, il giorno della festa dei lavoratori. Ma qualcuno li aspettava per sparare non i botti delle feste, ma per sparare con i mitra contro di loro. Fu accusata la banda Giuliano come esecutore materiale, ma non si scoprirono mai i mandanti. Gli storici concordano ormai che in quella vicenda si intrecciano interessi della mafia e degli agrari, interessi politici nazionali e internazionali. Sta di fatto che ancora oggi non si sa per la giustizia italiana chi furono i mandanti e per quale motivo furono uccisi. Quest’anno come ho detto la manifestazione era sottotono e ciò emerge dallo scoraggiamento post elezioni. Io lo percepisco in molti ambienti ma non me l’aspettavo di sentirlo a Portella. Una minore partecipazione e toni veramente poco accesi. Altra novità è stata la trasformazione delle bandiere, davvero strano vedere le vecchie bandiere rosse adesso diventare bianche, parlo di quelle del PD. Il corteo era come sempre aperto dalla musica della Banda di Piana che suonava l’Internazionale ecc… Erano presenti oltre ai dirigenti della CGIL, Forgione, Lumia e altri esponenti politici. Il centro-sinistra ancora oggi deve riprendersi dalla perdita delle elezioni eppure dalla sconfitta può nascere la ripresa, ma bisogna capire la sconfitta. E’ questo che è mancata alla dirigenza politica. Speriamo si riprendano.

Giuseppe Crapisi

4 commenti:

Leoluca Criscione ha detto...

Caro Giuseppe,
sono d'accordisimo (e chi puo' non esserlo) sulla 'schifezza^dell'eccidio di Portella.
Ma la gente ha bisogno di soluzioni alla vita quotidiana: la tua frase finale 'speriamo si riprendano' rivolta ai politici del centro-sinistra, rappresenta una semplce arresa e una delega a sconosciuti! Non sono i politici a doversi riprendere dalla sconfitta, ma i citatdini onesti e 'stufi' ad impossersi della legalità e del 'gusto' di creare e realizazre. Il nostro 'atavico' annacamentu (che stranamnete scompare all'estero) non porterà mai molto lontano.
Tranne la mia (e mi faccio pena a doverla citare io stesso), non vi sono altre proposte, a mia conoscenza, per creare lavoro pulito, sicuro e duraturo per Corleone. SOLTANTO l'indipendenza e la sicurezza economica rendono liberi (anche di votare per chi si vuole) e rappresentano l'antimafia piu concreta, efficace e duratura!! ciao Leoluca

Redazione Dialogos ha detto...

Ciao Leoluca sono d'accordo con te. Sai noi di proposte ne abbiamo fatte e di concrete. Ma ognuno il suo ruolo. Il cittadino non può sostituirsi alla politica e alla P.A. Le idee e le proposte ci sono ma ahimè in Sicilia e a Corleone se non hai santi in paradiso i tuoi progetti rimangono belle idee. Allora perchè io parlo ai politici del centro-sinistra affinchè utilizzino tutte le loro risorse affinchè qualche idea riesca a diventare progetto e quindi lavoro o soluzioni di problemi. Non si tratta di annacarsi o meno si tratta di leggere la realtà. Penso che ognuno debba svolgere il proprio ruolo. Noi siamo associaizone e penso, finchè non ci stanchiamo di farlo egregiemnte, i partiti facciano lo stesso. Ciao Leoluca e grazie del commento

Giuseppe Crapisi

Stranistranieri ha detto...

Scusate ma non vi seguo: che cosa significa "annacamentu" e "stufi ad impossersi", non li capisco nemmeno nel contesto del discorso. E ancora, cosa c'entra un evento storico tragico degno di restare nella memoria collettiva e di essere celebrato, con le auspicate soluzioni ai problemi della vita quotidiana? Ho perso qualche passaggio?
Daniela Tani

Redazione Dialogos ha detto...

Daniela l'annacamentu è un modo di essere del siciliano significa che il siciliano e lento nel camminare e si dondola per darsi arie invece di rimboccarsi le mani e lavorare. Esser stufi significa che non è possibile fare solo antimafia di commemorazione ma bisogna progettare. Di certo si devono fare entrambe le cose altrimenti ne si ricorderà e ne si andrà avanti.

Giuseppe Crapisi