giovedì 29 maggio 2008

Cercare un altro mondo / 5

- Leggi la 4 puntata


Mio fratello che guardi il mare

e il mare non assomiglia a te.

Se c’è una strada sotto il mare

prima o poi la troverai...


(Ivano Fossati)



Tra il 1921 ed il 1924 il governo degli Stati Uniti, sollecitato da forti spinte isolazioniste guidate da agguerrite organizzazioni contrarie all’immigrazione, emana provvedimenti restrittivi nei confronti dell’arrivo di nuove ondate migratorie. Tra l’altro viene emanato il Literacy Act, per il quale non può entrare negli Usa chi non sappia leggere e scrivere. Si tratta di una misura più volte minacciata, che avrà come conseguenza da un lato una maggiore difficoltà di ingresso per gli emigrati italiani, dall’altro l’aumento di coloro che nelle regioni meridionali frequenteranno le scuole elementari. Negli stessi anni, la politica di potenza del regime fascista impone, tra l’altro, la chiusura delle strade per l’emigrazione, considerata dal fascismo un’offesa al prestigio nazionale della “nuova Italia” mussoliniana e una perdita di forze potenziali per le imprese militari. Al posto del termine “emigrati”, inoltre, i giornali e la radio sono obbligati ad usare l’espressione “italiani all’estero”, ritenuta più onorevole. Il primo ventennio del secolo vede comunque arrivare negli States gruppi sempre più numerosi di cittadini originari da Bolognetta, che possono usufruire dell’affidavit di parenti pronti ad ospitarli e a dare loro il sostegno iniziale. Ciascun immigrato viene accolto con grande solidarietà da chi si è già ambientato nel nuovo mondo. Alla prima visita, i compaesani portano ai nuovi arrivati un piccolo contributo finanziario in dollari, la “busta”, che serve ad affrontare le spese di primo impatto. Si tratta di un modo concreto per esprimere vicinanza ed aiuto, per mettere a loro agio parenti ed amici che già hanno approntato una bella somma per il viaggio sul vapore. Anche il Club dei Bolognettesi di New York si espande, mantenendo la sede sociale originaria che funziona insieme da luogo di ritrovo e da cappella religiosa. Tra i presidenti di questa prima fase della storia della Società si ricordano Salvatore Re, Antonino Favia, Salvatore Bordonaro, Vincenzo Sclafani e, da ultimo, Mario Oliveri. Nel 1923 la “Società di Mutuo Soccorso di Bolognetta”, decide di mutare nome e di assumere quello di “Società S. Antonio di Padova di Bolognetta”. L’iniziativa è del presidente Salvatore Bordonaro, che risulta giunto negli Usa, probabilmente, nel settembre 1908, con la nave “San Giorgio” proveniente da Palermo. Bordonaro, che vive al n. 287 di Elizabeth Street, ed il segretario dell’associazione, Filippo Arrigo, (nato nel 1863) seguono con cura tutte le operazioni richieste dalle leggi statali per portare a buon fine il cambiamento, programmato con mesi di anticipo. In primo luogo si fanno autorizzare dal Secretary of State a disporre del nuovo nome. Fanno quindi pubblicare due volte, il 3 ed il 10 febbraio 1923, sul quotidiano “Il Popolo” (italian independent newspaper di Manhattan) un annuncio legale che convoca tutti i soci, circa sessanta, già invitati a mezzo posta, per uno special meeting, assemblea speciale, che dovrà discutere la deliberazione riguardante la trasformazione proposta. La riunione si svolge la sera del 10 febbraio 1923: l’assemblea dei soci, all’unanimità, decide di approvare quanto prospettato dal presidente e del segretario del Club. Il verbale dell’assemblea, pubblicato dalla stessa testata nell’edizione del 17 e del 24 febbraio, servirà a redigere l’atto notarile che porta alla nuova denominazione ufficiale: da quel momento il sodalizio si chiamerà appunto “Society St. Anthony of Padua of Bolognetta, inc”, assumendo quindi come nome quello del santo protettore di Bolognetta il cui simulacro in legno è venerato nella sede sociale. Dai documenti in nostro possesso, che pure in questo caso sono abbondanti e minuziosi, non si evidenziano le motivazioni del cambio del nome. Possiamo solo ipotizzare che, in seguito alla integrazione dei bolognettesi nel tessuto sociale della Little Italy fosse venuto meno il connettivo costituito dalla necessità dell’aiuto reciproco a livello economico tra i membri della comunità di emigrati e con il passare del tempo fosse diventato prevalente il legame religioso, del resto evidente nella folla che accorreva alla processione ed ai festeggiamenti in onore del santo di Padova. E’ probabile che si volesse mettere in sordina una vaga idea di impegno socio-politico non più sentito dalla nuova generazione di emigranti e di soci ovvero poco gradito alle autorità statunitensi, o italiane o ad entrambe.
Santo Lombino (5- continua)

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