domenica 6 aprile 2008

Veltroni lancia la sfida: “annientare la camorra, la mafia e l’ndrangheta”


Siamo ormai alla soglia delle elezioni e tutto può veramente succedere. Molti avevano sottolineato la mancanza di attenzione dei partiti politici nei confronti della mafia. Veltroni, leader del Partito Democratico, ha stupito ed ha iniziato dalla Sicilia dicendo che “La mafia scelga pure per chi votare, ma sappia che noi il loro voto non lo vogliamo”. Mai nessuno durante la campagna elettorale era stato così esplicito e coraggioso, perché si sa bene che le mafie hanno un ampio consenso e quindi ha un bacino di voti nel sud Italia. Nella storia di questo paese anche i partiti decisamente schierati contro la mafia si sono guardati bene da essere così espliciti. Ma il leader del PD non si è fermato a questo e così dalla Provincia di Caserta ha lanciato la sua sfida: “Dobbiamo annientare la camorra, la mafia e la ndrangheta, sradicarle dalla vita di questi paesi. Se un candidato premier non si propone di fare questo, allora non svolge fino in fondo il suo dovere”. Ma per fare ciò ha presentato agli elettori una proposta di legge che presenterà come ddl se sarà nominato Presidente del Consiglio. Sinteticamente tale proposta si basa su cinque punti basi:

Una reale tutela per gli imprenditori e le imprese sotto il ricatto della mafia anche con la

previsione di contributi specificamente stanziati.

La regolamentazione del sequestro e della confisca di prevenzione

Il rafforzamento degli uffici giudiziari collocati in zone del nostro territorio maggiormente

esposte alla criminalità organizzata

L’assunzione, anche a tempo determinato, nella Pubblica Amministrazione dei testimoni

di giustizia.

Il divieto di erogazione di contributi finanziari da parte dello Stato per lo svolgimento di

attività imprenditoriali per i soggetti che abbiano riportato condanne, o sentenze di

patteggiamento, per reati di particolare gravità.

Tutte e cinque i punti sono validi anche se rimane troppo timida la revisione di tutta la normativa che riguarda il sequestro, la confisca e assegnazione dei beni confiscati. Bisogna ripensare questa normativa per renderla attuale e rimediare ai deficit che sono emersi tenendo presente che il principio di colpire i patrimoni economici delle mafie è una base solida e vincente ma serve che poi questi patrimoni diventino davvero patrimonio per l’utilità sociale. Bene Veltroni e il suo progetto contro la mafia ma serve di più e usando il suo slogan posso dire “si può fare”.

Giuseppe Crapisi

5 commenti:

la giustiziera della notte ha detto...

Ciao, premetto che voterò Sinistra Arcobaleno. Sul campo dell'antimafia non voglio fare a gara su chi sia più antimafioso tra Partito democratico e Sinistra Arcobaleno, perché sarebbe inutile e per di più anche la SA ha gravi pecche in proposito. Comunque, le affermazioni di Veltroni mi convincono molto poco. Dire: "sradicheremo tutte le mafie" è molto utopistico e ci vorrebbero dei progetti concreti. Il discorso del leader del PD è tutto incentrato sull'impresa e non fa riferimento, ad esempio, a quanto una buona istruzione PUBBLICA, nelle zone più degradate del Sud, possa aiutare la gente a rifiutare la mentalità mafiosa. Inoltre, Veltroni potrà vagamente dire "no alla mafia", ma se poi concretamente accetta i voti dei mafiosi, beh, allora c'è qualcosa che non quadra.
Detto questo, io credo che l'Italia avrebbe bisogno di un governo che realmente abbia la voglia e la capacità di combattere la mafia SU TUTTI I FRONTI possibili. Come dici tu, il discorso di Veltroni è molto tiepido sul piano della normativa che riguarda i beni confiscati... ma non solo per quello! Io non voterò Veltroni, ma se lui, come dice, riuscirà a realizzare il suo sogno, ben venga. Ma io credo che i suoi rimarranno solo sogni, perché privi di appoggi concreti sul reale.
Scusami se sono stata confusionaria...
A presto,
Antonella

Redazione Dialogos ha detto...

Cara Antonella le mie riflessioni non sono spinte dalla campagna elettorale anzi, più da politologo. Come ho detto la proposta di legge è tiepida, però attenzione una proposta di legge c'è ed è valida, tutti i punti sono importanti. Certo non basta ma almeno c'è una volontà politica di dire che si è contro la mafia e di dire chi mi vota darà un voto a queste proposte. Non sono solo parole ma proposte concrete. Allora vi lascio con le parole di Don Ciotti, lui sicuramente è più autorevole di me: "“Caro Walter, il disegno di legge con le misure di contrasto alla criminalità organizzata mi sembra un ottimo testo: articolato, completo, accurato. Certo, ci sarà tempo per eventuali confronti e modifiche, ma la direzione è quella giusta. Bene il “decalogo” contro le mafie, e bene anche la determinazione con cui hai annunciato il tuo impegno, a Reggio Calabria e oggi a Caserta. Ti saluto con la stima di sempre”.

Giuseppe Crapisi

alfonso ha detto...

Per fortuna fra qualche giorno la campagna elettorale sarà finita: torneremo, ahinoi, a misurare la distanza fra le parole e i fatti, e con essa la faccia di bronzo dei protagonisti di questa sciagurata stagione politica del nostro Paese, ma almeno non dovremo più sorbirci dichiarazioni e proclami che, oltre ad essere stucchevoli, offendono l’intelligenza di noi tutti. In tema di lotta alle mafie è opportuno ricordare, in via preliminare, che tutti i partiti in lizza, negli ultimi quindici anni, hanno fatto parte di coalizioni di governo senza mai aver manifestato particolare sensibilità o attivismo legislativo in materia, impegnati com’erano in altre e ben note questioni.
Certamente sono contento di non dovermi ritrovare nella strana situazione di quei tanti cittadini/elettori siciliani i quali, confidando nella sincerità delle intenzioni di Veltroni e volendolo sostenere, si ritroveranno a votare e ad eleggere quel Mirello Crifasuli filmato e intercettato mentre discuteva di appalti e di favori con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua. Lo stesso Crifasuli che aveva preteso ed ottenuto l’esclusione dalle liste di Beppe Lumia (vice presidente della Commissione Antimafia). E’ bene ricordarlo: Lumia è stato “recuperato” solo grazie al gran baccano che intorno alla vicenda hanno sollevato i soliti Veltri, Travaglio, Corrias, Gomez, Giulietti eccetera, e dopo che Antonio Di Pietro gli aveva offerto un posto nelle liste dell’IDV. Come l’avrebbe giustificato,oggi, Veltroni?
C’è davvero qualche stolto disposto a credere che le mafie si annientano per decreto legge? Ma, soprattutto, c’è davvero qualcuno, ancora più stolto, da pensare che il malaffare, la malapolitica, la corruzione imperante in tutti i gangli della vita pubblica e la devastata amministrazione della giustizia non abbiano nulla a che vedere con la mafia? Su questi temi: silenzio assoluto. Anzi, omertà!
Per correttezza devo dire che sul tema della Giustizia, Veltroni qualcosa l’ha detta… anzi scritta.
L’ha fatto sulle pagine de “Il Riformista” negli stessi giorni in cui andava decantando il suo proclama antimafia. “Il Riformista” è un giornale che, è noto, non legge nessuno (sarà stato questo il motivo della scelta?) ma che prende diversi soldi di finanziamento pubblico, solo una fetta…per carità… di quel miliardo di euri che ogni anno dalle tasche dei contribuenti si trasferiscono in quelle di industriali, petrolieri, banchieri, bancarottieri, politici corrotti e figli di puttana di vario lignaggio, travestiti da editori (in cooperativa, s’intende!). A proposito, ma c’è qualcuno, ancora più stolto di quelli già evocati, che pensa di muovere guerra alle mafie senza il sostegno e il contributo di una libera ed indipendente informazione al servizio dei cittadini? E come può essere libera ed indipendente un’informazione proprietà di quei “poteri forti” che con le mafie non disdegnano di fare affari?
Ma veniamo al nostro, cos’ha detto Veltroni in fatto di amministrazione della giustizia sulle pagine dell’autorevole (sic!) “Riformista”? Ecco quà: “l’obbligatorietà dell’azione penale” va attenuata con “criteri di priorità” fissati da “Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica”. Un’idea che oltre ad essere inquietante e a tradire lo spirito della Costituzione (nel sessantesimo anniversario!) non è neanche originale, infatti Licio Gelli, Craxi e Berlusconi potrebbero, a buon diritto, rivendicarne il copyright.
Perché la legge sia uguale per tutti, i pm e giudici devono essere “indipendenti da ogni altro potere”. E, per esserlo davvero, devono coltivare tutte le notizie di reato. Senza poter scegliere quelle che preferiscono. Dire: “questo è reato, ma non sarà punito” è assurdo e devastante. Pessima poi l’idea di far decidere al Parlamento, cioè ai partiti, quali reati perseguire e quali no. Perché metterebbe fine all’indipendenza della magistratura. E perché gli ultimi 15 anni di “riforme” la dicono lunga su quali siano, per i nostri partiti, i “reati gravi”: quelli degli altri.
Nel 1997 destra e sinistra depenalizzarono l’abuso d’ufficio non patrimoniale, legalizzando lottizzazioni, favoritismi, concorsi truccati. Nel ‘99 destra e sinistra tentarono di depenalizzare il finanziamento illecito dei partiti, e dovettero rinunciare solo grazie al no di Di Pietro e di alcuni grandi giornali. Nel 2000 destra e sinistra depenalizzarono l’uso di fatture false con relative frodi fiscali. Nel 2002 Berlusconi cancellò di fatto il falso in bilancio e dimezzò la prescrizione per i reati di Tangentopoli: due controriforme che, nonostante le promesse, l’Unione non cancellò. La Lega bloccò il reato di tortura (e Veltroni, che ora chiede “piena luce” su Bolzaneto, dovrebbe ricordarlo). Dal 2006 il governo Prodi boicotta il processo sul sequestro di Abu Omar. E da anni destra e sinistra tentano di dimezzare le pene per la bancarotta. Se il Parlamento mette becco pure nell’azione penale, sappiamo già come va a finire: i reati “meno gravi” sono quelli delle classi dirigenti,(si potrebbe definire la mafia “classe dirigente”?) cioè proprio i più dannosi per la collettività. Quelli che, nei paesi seri, sono puniti con la galera. E in Italia, invece, con la presidenza del Consiglio. Ma per queste castronerie, non bastava Berlusconi?
Alfonso Picciullo

Stranistranieri ha detto...

Tristemente devo dire di avere assistito a Firenze alla manifestazione dei familiari delle vittime delle bombe dei Georgofili, ai quali era stato promesso un risarcimento derivante dalle confische dei beni mafiosi. Dopo ben quindici anni stanno ancora aspettando e sono passati governi di sinistra e di destra. E' anche triste andare verso le elezioni presagendo solo il peggio. Ma che fare?

Redazione Dialogos ha detto...

Che fare? Votare sempre il male minore. Ahimè è cosi.

Giuseppe Crapisi