giovedì 17 aprile 2008

Zeropuntocinque di libertà

Un sociologo francese, Serge Moscovici, sostiene che il cambiamento è determinato dai piccoli gruppi. Tutti gli studiosi di psicologia sociale, prima di lui, avevano affermato che il potere della maggioranza, il conformismo, traeva forza dalla necessità individuale di appartenere ad un gruppo. La scelta quindi si configurava come possibilità adattiva di sopravvivenza, una risorsa funzionale. Secondo questa teoria l’influenza della maggioranza sul singolo e sul comportamento individuale è fortissima, e riusciamo anche noi a vederla, da quello che è accaduto con il risultato elettorale, che vede due grossi schieramenti e la scomparsa dei piccoli partiti. Questa influenza, a conformarsi in grandi maggioranze, però, non si traduce necessariamente in un miglioramento delle prestazioni anzi si alimenta una diffusione di responsabilità che conduce ad un minore impegno del singolo nello sforzo comune di un miglioramento.

La mia analisi non vuole essere politica tout court, vuole interrogarsi sulle possibilità di un effettivo cambiamento.

Ritornando a Moscovici, sappiamo che anche le minoranze hanno la possibilità e il potere di cambiare le posizioni delle maggioranze.

In che modo? Secondo lo studioso francese, il principale fattore della forza persuasiva della minoranza risiede in uno stile di comportamento fondato sulla COERENZA.

Quanto più essa mantiene stabili le posizioni nel tempo, quanto più si mantiene coerente con gli obiettivi che si era preposti, tanto più alta sarà la possibilità di influenzare la maggioranza.

In riferimento ai nostri risultati elettorali, alla luce di questa analisi, possiamo affermare che la minoranza della sinistra non ha prodotto nessuna influenza sulla maggioranza perché è stata incoerente. Non mi soffermerò sui motivi dell’incoerenza, cito , una per tutte, la modalità di stare al mattino sui banchi di Montecitorio e votare leggi non coerenti con gli obiettivi della sinistra storica pacifista che si batte per i lavoratori di ogni categoria,( prosecuzione missione in Afganistan, in Iraq, legge Biagi sul lavoro , lo scalone delle pensioni., scarsa attenzione ai problemi dell’ambiente ecc. ecc.), e al pomeriggio protestare in piazza, e nei cortei ( ulteriore incoerenza).

Mi auguro che la sinistra possa far tesoro dei risultati elettorali e che possa iniziare a praticare modelli di comportamento all’insegna della coerenza.

A me, personalmente, rimane lo zeropuntocinque di libertà di pensiero, e non è poco visto che il popolo della maggioranza, non ne avrà niente.

Antonia Arcuri

2 commenti:

alfonso ha detto...

“Quelli cittadini che appetiscono onore e gloria nella città sono laudabili ed utili, pure che non la cerchino per via di sètte e di usurpazione, ma con lo ingegnarsi di essere tenuti buoni e prudenti, e fare buone opere per la patria; e Dio volessi che la repubblica nostra fussi prima di questa ambizione. Ma perniziosi sono quelli che appetiscono per fine suo la grandezza, perché chi la piglia per idolo non ha freno alcuno, né di giustizia, né di onestà, e farebbe uno piano di ogni cosa per condurvisi”. (Ricordi di Francesco Guicciardini ).
Sembra scritto oggi e non solo per la Sinistra.
La Sinistra laica non ha saputo aderire alla mobilitazione sociale ed alla nuova Italia da costruire, nell’ambito della Costituzione e di una storia della nazione che trae origine dalla Resistenza, che non fu solo comunista. Ciò per una disgregazione schizofrenica, che l’ha portata a recitare in ruoli diversi e contraddittori. Ciò per conservare privilegi e poteri maturati nel tempo, che l’hanno ridotta ad una struttura priva di dinamica, di rinnovamento culturale e di rapporti con la società reale.

Quando in una città come Napoli ed in una regione come quella campana, divenute simbolo di disprezzo sulla stampa di tutto il mondo, non si ha il civico coraggio di andarsene a casa, vuol dire che l’interesse “particulare” prevale.


E non da oggi, ma da quando ha riposto in archivio il vecchio PCI, come fosse il PCUS e non avesse una storia propria di tutto rispetto, la Sinistra non ha avuto più scuola, non ha fatto più analisi della verità sociale, non ha compiuto più autocritica. Perseverando nel gettare, con l’acqua sporca tutte le sue creature, ad una ad una, ha finito per perdere la cognizione del proprio essere.

La disciplina e la riflessione sono andate a puttane, fino a non permettere il rinnovamento dei quadri ed il mantenimento di una efficiente organizzazione. La sinistra non ha saputo più chi è e dove andare.

Nella vecchia questione, se vengono prima i fatti o le idee, il pragma ha prevalso. Le strutture di potere e di privilegio si sono mantenute senza nessun investimento per una società solidale fino all’abbandono delle masse ,non più classe operaia ma miscuglio eterogeneo. E’ nata una classe dirigente politica che dialoga con se stessa ed è capace di allearsi e vendere la propria anima a qualsiasi mercante pur di mantenere ricchezze, privilegi e potere.

Il problema è dei cittadini italiani. E’ vero che la vittoria di Berlusconi rassicura perché non vi è più rumore ed è cessata la cagnara, ma non si può credere che il conflitto di interesse non abbia il suo perpetuarsi a scapito di tutti gli italiani che non sono ricchi e sono il 90%. Non è certamente solo del “capo”. Appartiene a tutta questa Destra che tutto è fuorché liberale.

Alfonso Picciullo

Redazione Dialogos ha detto...

Cara Antonia bella la riflessione sulla coerenza e hai ragione. Ma ci vuole tanto e tanto tempo affinchè una minoranza riesca a diventare maggioranza e ci vuole un gruppo solido e che sia unito. Poi l'ambiente ostile pesa ed è difficile per la minoranza. Ma è bello poter sperare e credere che una minoranza può diventare maggioranza.

Giuseppe Crapisi