sabato 19 aprile 2008

La vita cosmica


Scrive Platone:” Non per te questa vita si svolge, ma piuttosto vieni generato per la vita cosmica”(Leggi, x).

Mi è sempre piaciuta l’idea che la mia vita , insieme a quella degli altri, possa prender parte ad un movimento tanto ampio, da inglobare l’universo.

Pensate quanta bellezza c’è nell’immagine di una danza che vede stelle, pianeti , ogni piccola pietra, ogni ramo e perfino una larvuzza impegnati in un unico respiro.

Nel giardino dei desideri, che alberga dentro di noi, non può non trovare posto questo pensiero.

Che cosa, allora, ci spinge, nella vita di tutti i giorni, a far sì che l’idea di distruzione prenda il sopravvento su quella della vita?

S. Freud ha parlato nell’ Al di là del principio del piacere , nel 1920, e nell’ Io e l’Es, nel 1923, di due istinti: Eros e Thanatos che dominano la vita dell’uomo, in una lotta costante e alterna che determina il primato dell’uno e dell’altro, a seconda delle circostanze e della storia di ciascuno.

Il male è dentro ognuno di noi, dunque, alla stregua del bene

Eppure, c’è una banalità del male, come disse Hannah Arendt, nella sua opera omonima, quando solleva la questione, riferendosi al processo ad Eichmann, il criminale nazista persecutore degli ebrei, che fa sì che esso possa essere, anche, originato da una propensione a non correre rischi, da quell’atteggiamento che spegne ogni atto di ribellione.

Nella “Vita Activa, del 1958, getta le basi di una teoria libertaria dell’azione, che può opporsi al conformismo sociale.

Il fare e l’agire non solo come espressione della tecnica e dell’economia, ma anche come momento plurale di spazio pubblico di riflessione e partecipazione. Se l’agire si spoglia di questo aspetto, diventa solo azione materiale fine a sé stessa e lo spazio pubblico viene demandato a pochi, alla casta e allo strapotere dei politici.

Nella vita attiva si dispiega la singolarità delle persone, nella relazione dialogica con gli altri, nell’espressione di un proprio pensiero singolare contro i pensieri prefabbricati, che imbonitori di turno ci vogliono far pensare.

Ogni azione, ogni grande azione è un inizio, un pensiero, un’idea, un desiderio, un impegno che si fa plurale, modificandosi e arricchendosi nel discorso con gli altri.

Antonia Arcuri

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